Voglio raccontarvi ancora una storia raccontatami all’epoca della mia infanzia dai miei genitori, che a loro volta gli veniva trasmessa dai loro avi , che per me ha più sapore di leggenda che di una storia . Comunque voglio raccontarvela lo stesso. Parlava di due Pie sorelle  giovane e bellissime , che con grande coraggio non si sà con quale missione  partirono dal capo di Lecce a piedi , direzione per Reggio Calabria , di fatto arrivarono nel territorio di Palagiano in prossimità del canalone a quattro chilometri più o meno a sud del paese scesero giù in vallata ma per vie di piogge torrenziali incominciava la piena dell’acqua che come di consueto arriva dalle murge fin giù in vallata . Le Pie sorelle a questo punto per poter proseguire il loro viaggio a piedi dovevano per forza avventurarsi nell’acqua per potervi passare all’altra parte del canale stesso . Ma per come ci veniva raccontato dai nostri precedessori una di Esse ebbe il coraggio di attraversare il torrente , ed era la Pia sorella poi saputo il suo nome si chiamava Lenni, l’altra si chiamava Stella , ed era quella che non ebbe il coraggio di attraversare il torrente e che poi rimase nella nostra terra. Poi come si raccontava nel nostro golfo una notte d’Autunno ci fù un naufragio di cui dei pescatori aggrappati alla meglio a tavolate del galeone stesso videro una Stella verso nord della loro posizione in cui si trovavono ,e seguirono quella rotta  così si trovarono fuori dal mare e vagando per qualche chilometro nei campi videro una piccola luce accesa in un capanno , e lì si diressero quella luce era la stella che li stava guidando fuori dal pericolo . In essa stava una bellissima donna che li aspettava , come si racconta gli preparò con un po’ di farina della pasta a fettuccine e gliela cucinò e li fece mangiare , dopo di che i naufraghi si addormentarono su un giaciglio di paglia e si svegliarono al mattino ,ma ebbero la sorpresa che la Pia donna era scomparsa e non vi era più nessuna traccia di Lei . Ecco come loro stessi capirono che si trattasse di un miracolo . Così con sacrifici quando la notizia si divulgò trà il popolo  costruirono una piccola Cappella con dentro un affresco murale con l’immagine di Maria SS. Della Stella , che anni a venire  quella Cappella fu demolita perchè si trovava al centro oggi spartitraffico della strada che porta al lido Venti verso sud , strada provinciale per Taranto verso Est , a ovest per un centinaio di metri  oggi si colloca con via Lenne . La stessa fu ricostruita più dentro verso Est di pochi metri , per poi essere di nuovo essendo pericolante demolita di nuovo e ricostruita ancora più indietro sempre a levante una chiesa più grande con ampio spazio lì d’avanti con un bellissimo altare ,e campanile alla sua estremità . Detto questo c’è da precisare che da allora si tramanda una tradizione , e sarebbe che quella pasta in fettuccine servite dalla Pia donna ai marittimi naufraghi furono chiamate in dialetto ,  ( la tagghiriny dy la Madonn dy la Stedd )le tagliatelle della Madonna della Stella .Quella tradizione ogni anno viene rinnovata ,precisamente nella seconda Domenica di Ottobre . Dai tempi addietro nel Sabato che precede la domenica lì in campagna viene cotta la famosa  ( tagghiarin’asc’cuant ) per via del famoso sugo fatto apposta di peperoncini abbondanti . Questo come si racconta ,negli anni addietro quando non c’erano le comodità di adesso sia per il transito, che per le vie che erano sterrate se ne servivono di quel pranzetto fatto alla buona sempre per devozione agli allora ( padulieri )e cioè i lavoratori che allora si trovavono giù sottostante nella valle a lavorare nelle palude , i lavoratori di allora all’orario che loro già sapevano salivono sopra le mulattiere a piedi o con a basto sull’asino , con una pala di fichitigna copputa e ben pulita ed una forchetta fatta di un pezzo di canna dalle loro stesse mani e consumavono la loro poca (Tagghiarin’asc’cuant ) che li veniva offerta dai volontari che la preparavano .Ancora oggi ai tempi nostri quella tradizione si ripete , con la differenza che oggi per  lo più della gente è una giornata da trascorrere di svago o di divertimento, e  per alcuni ,  giornata di preghiera dedicata alla Madonna Santissima della Stella.Ritornando alla Pia sorella chiamata Lenni , per  Lei pure fu edificata una Cappella su l’altro ciglio del burrone,  dove Ella si fermò una volta passata la piena dell’acqua ,lo stesso con affigge murale ancora esistente ai tempi nostri ,costei si diceva fu costruita dagli allora proprietari famiglia Masella ex mandriani venuti dal Salento con le proprie mandrie di bufali e bovini ,e accampatosi sul vasto territorio sovrastante il burrone che allora risultava essere demaniale ,cioè proprietà dello Stato , in quell’epoca come si diceva uscì un decreto Ministeriale che chiunque si trovasse sul terreno Demaniale poteva esserne possessore, bastava farne una recinzione , e loro se ne recintarono per chilometri quadrati e ne fecero consapevoli agli organi governativi di allora , certamente dopo regolamentati i terreni a loro nome e cognome poi pagavono un piccolo canone annuo allo Stato . La Chiesetta è rimasta ancora tutt’oggi privata ,succedutasi oggi famiglia Capodiferro , mentre la Chiesetta della Madonna della Stella è di proprietà Comunale . Da precisare che negli anni a venire fu dato il nome alla strada che porta da Palagiano sud verso la campagna ,di Via Lenne come pure il burrone prese il nome di lama di Lenne , negli anni a venire fu  costruito pure un  ponte giù alla lama per consentire ai carri  o quant’altro di passare su l’altra sponda quando c’è la piena , a quel ponte gli fu dato pure il nome di ponte di Lenne , come pure più giù a sud verso il mare , fiume Lenne , ed ancora la pineta adiacente (Pino di Lenne) questo per ricordare pure il sacrificio delle due Pie sorelle che la storia o leggenda che sia ci ricorda .

 

 Vittorio Favale