LE SORELLE MADONNE, DI LADIANA.
Si racconta che nei tempi remoti le campagne di Palagiano furono invase dallâacqua a causa di una catastrofica alluvione, che confluĂŹ nella Lama di Lenne. In quel momento nella zona si trovavano, provenienti dal mare, le sorelle Lenne e Stella. La seconda riuscĂŹ ad attraversare la Lama, aiutata da un contadino, che purtroppo morĂŹ, mentre Lenne, impaurita, rimase sola, pensando di aver perso la sorella annegata. Questa invece, stanca ed in attesa della sorella, si addormentò sognando la Madonna. Quando lâalluvione cessò, la vita tornò normale nei campi e nel paese. Il vescovo e le autoritĂ presero atto del cessato pericolo e rimasero sbalorditi dal racconto di Stella, ed ottenne che in quel posto fosse edificata una cappella, dedicata alla Madonna della Stella. Per ricordare poi la sorella, i fedeli costruirono unâaltra cappella, intitolata alla Madonna di Lenne, di cui si hanno riferimenti in documenti del XII secolo. Dato che i basamenti delle antiche cappellette poggiano su grossi lastroni di carparo, diversamente dal materiale tufaceo sovrastante la costruzione, si ritiene che ci fossero edifici primitivi. Si collegherebbe cosĂŹ la tradizione popolare delle due sorelle Madonne con quella della cultura greca dei pelasgi dioscuri, figli di Zeus. La chiesetta di Lenne è ubicata a poco piĂš di 4 km dallâabitato, ad occidente dellâomonima lama. Eâ citata in una pergamena del 1110. La chiesetta della Madonna della Stella è stata ricostruita recentemente, in sostituzione di unâaltra riedificata e benedetta nel 1954. Prima di essa, si suppone che ne esistesse unâaltra. Â
Madonna di Lenne.
Nellâanno 1110 S. Maria di Lenne fu donata ai Benedettini di Cava dal vescovo Valcauso di Mottola, per cui si presume che nellâanno 1110 la Madonna di Lenne era giĂ venerata dai palagianesi. Tale culto si è perpetuato fino al XVIII secolo, epoca in cui non vi si trova piĂš nessun riferimento, salvo il rudere dellâantica cappella con lâeffige della Vergine, che si trova nella parte occidentale del Vallone Lenne. Nel 1744 giĂ si parlava del culto della Madonna della Stella (Stella Maris), la cui cappella originale fu demolita nel 1959. Unâantica leggenda popolare sostiene che la Madonna della Stella e la Madonna di Lenne fossero due sorelle che si fermarono nel posto in cui sorgono le rispettive cappelle. La festa della Madonna della Stella ricorreva nel mese di settembre, ed in seguito alla istituzione della festa di San Rocco (1845-1846) venne posticipata al mese di ottobre.
Vincenzo Cetera, in âSâarrcord li vign dâmmiinz la chiazzâ. Â
Giovanni Carucci, in "Tasselli di storia palagianese".
Il popolo dei Pelasgi (da Pelagos = pianura, quindi "Abitanti della pianura"), credo che furono abitatori di Palagiano. Nel culto di questo popolo, occupavano un posto preminente le divinitĂ dei Dioscuri, Castore e Polluce. Ritengo quindi possibile che le due chiesette site sulle sponde del fiume Lenne (ora dedicate una alla Madonna della Stella e l'altra alla Madonna di Lenne), siano state costruite su due tempietti dedicati all'epoca a Castore e Polluce. Il Cristianesimo, rifacendosi all'antica simbologia che rappresenta Castore con una stella luminosa sulla fronte, vi sostituĂŹ la Vergine con la stella.Â
CHIESA DELLA MADONNA DELLA STELLA
Non tutti sanno che nel 1953, a seguito di un uragano, la Chiesa della Madonna della Stella, esistente in zona Lama di Lenne, crollò. Va precisato che, all'origine, la costruzione era un ricovero per pastori e, dopo l'avvento del Cristianesimo, fu adattata a luogo di culto. Qui si festeggia, ogni anno, la tradizionale festa in onore della Madonna, con la distribuzione della âtagghiarinaâ ( fettuccine ), condita con abbondante peperoncino piccante.La distribuzione della âtagghiarinaâ, momento importante della celebrazione, trova le sue origini in una festa pagana istituita per accattivarsi i favori degli dei; in seguito, dopo l'avvento del Cristianesimo, i proprietari terrieri si appropriarono di questo rito per ringraziare il Signore, augurarsi un nuovo anno prospero ed abbondante, e nello stesso tempo si tenevano buoni i coloni, festeggiando ed offrendo loro gratuitamente da mangiare per un giorno.Se dobbiamo parlare di una chiesa vera e propria, citerei la costruzione, sulla strada Lenne, a destra verso Conca d'Oro, denominata Chiesa della Madonna di Lenne, che insiste su proprietĂ privata. Il rispristino della Chiesa della Madonna della Stella fu possibile grazie alla disponibiltĂ del maestro muratore Angelo Lorè. Ricordo che, nell'ottobre dello stesso anno, il giorno dell'inaugurazione del nuovo locale, venne il vescovo mons. Potenza, e il palco allestito per l'occasione crollò: non ci furono danni alle persone, ma solo un po' di spavento e tanta ilaritĂ .Quando negli anni successivi il vescovo di Castellaneta, mons. Nicola Riezzo, assegnò la responsabilitĂ del luogo e dei festeggiamenti alla parrocchia dell'Immacolata, il parroco don Donato Rota, uomo di grandi e spiccate doti morali e culturali, nonchĂŠ devotissimo alla Vergine Maria (a lui si deve il bellissimo inno alla Madonna della Stella), mi chiese di valorizzare il culto della Madonna della Stella con la costruzione di una chiesa degna di questo nome, anche per non perdere una tradizione tramandata dai nostri avi. L'idea mi piacque, ed incaricai l'ing. Rocco Favale della relativa progettazione, che tenne conto dei consigli dello stesso parroco. Al tempo, i Comuni non potevano finanziare la costruzione di chiese, ma riuscimmo a trovare una soluzione basandoci su due principi: il primo riguardava il fatto che l'opera insisteva su un terreno di proprietĂ del Comune; il secondo, che la ricostruzione dell'edificio da adibire al culto era necessaria per mantenere vivo un evento tradizionale e culturale, oltre che religioso. Anche stavolta l'opera fu realizzata grazie soprattutto ad Angelo Lorè, in quanto il contributo economico del Comune era davvero esiguo. Â
Nunzio Scalera, intervista.. Â
LE SORELLE MADONNEÂ
Si racconta che nei tempi remoti le campagne di Palagiano furono invase dallâacqua a causa di una catastrofica alluvione. Si creò un flusso immenso, che confluĂŹ nella grande lama di Lenne, soffocando addirittura le sue sorgenti di Fico, Trovara e Calzo. Poi il torrente sfociò nel fiume omonimo.
SennonchĂŠ in quel momento nella zona si trovavano, provenienti misteriosamente dal mare, due sorelle, chiamate Lenne e Stella. Stella riuscĂŹ ad attraversare la lama da una sponda allâaltra, aiutata da un contadino, che purtroppo morĂŹ, mentre Lenne, impaurita e timorosa rimase sola, pensando di aver perso la sorella annegata. Questa invece, restò in attesa dellâaltra e, stanca, si addormentò, sognando la Madonna tra le cose piĂš belle del regno dei Cieli. Quando lâalluvione cessò, a poco, a poco, la vita tornò normale nei campi e nel paese.
Il vescovo e le autoritĂ presero atto del cessato pericolo e rimasero sbalorditi dal racconto di Stella, che chiese ed ottenne che in quel posto fosse edificata una cappella, dedicata appunto alla Madonna della Stella, realizzata a spese del popolo e dellâUniversitĂ di Palagiano.
Per ricordare la sorella, i fedeli vollero costruire anche unâaltra cappella, intitolata, quindi, alla Madonna di Lenne, di cui si hanno riferimenti storici in documenti del XII secolo, relativi ai possedimenti temporali e spirituali dei Benedettini di Cava dei Tirreni in Puglia. In veritĂ câè stato anche chi ha parlato di unâaltra cappella dedicata alla Madonna della Mano, consultando alcuni cavansi.
Ma a Palagiano credono solo alle due sorelle Madonne, attorno alle quali si è sviluppata unâintensa tradizione religiosa popolare di gran fede, animata da un culto Mariano tramandatosi, di generazione in generazione, tanto da eleggere la Madonna della Stella Patrona della cittĂ , la cui solennitĂ ricorre la seconda domenica dâottobre.
Questo culto potrebbe essere legato ad un altro di carattere pagano. Le due chiesette rappresenterebbero la Stella Maris, venerata come patrona dei naufraghi e protettrice dellâattiguo fiume Lenne.
Fonte: palagiano.net
MADONNA DI LENNE
La chiesetta di Lenne si trova a poco piĂš di 4 chilometri dallâabitato ad occidente dellâomonima lama. Ă citata in una pergamena del 1110 (conservata nellâarchivio di cava dei Tirreni), dove si legge della concessione del vescovo mottolese Valcauso allâabbazia dâalcuni beni, fra cui lâoratorio di S. Lucia e, appunto quello di Lenne âCum universis rebus vel possessionibus, agris cultis vel incultis, pascuis, silvis, fontibus, ortis, e pomariis, armentis et gregibus diversi generisâ.
Furono anche condotti alcuni scavi archeologici attorno alla chiesetta da parte della sovrintendenza archeologica e furono rinvenute diverse tombe.
Nel citato documento si parla anche di una chiesetta dedicata a santa Maria della Mano, su questo titolo si sono state varie interpretazioni, ma la piĂš credibile appare senzâaltro quello di Espedito Jacovelli, che nel febbraio 1979 condusse una ricerca con lâarcheogruppo di Massafra nella cappella di Lenne.
Scrostando alcuni strati di calcina, scrisse Jacovelli, nel suo rapporto è stata notata la prima figura di un bambino benedicente, poi quella della Vergine in trono col viso e gli occhi parzialmente coperti da una mano. Si tratta di unâimmagine di Madonna dâispirazione popolana, di incerta datazione, ai cui piedi sono visibili i resti di unâiscrizione dedicatoria e una quantitĂ di graffiti con figure, nomi e date della prima metĂ del â600.
Questa scoperta interessante anche dal punto di vista iconografico, câinduce ad una piĂš attenta lettura delle fonti storiche riguardanti le complesse vicende del feudo di Palagiano ed in particolare le tensioni e le lotte fra clero urbano e clero rurale, fra cui i culti istituzionalizzanti, come quello di S. Maria di Lenne e della misteriosa immagine della madonna della Mano.
Adesso la cappella è situata in un appezzamento di terreno posseduto un tempo dal feudatario e, nel 1962 assegnato in enfiteusi a privato in seguito alla legittimazione dellâarbitrato possesso.
La costruzione presenta ancora alcuni segni dellâantica destinazione a edificio sacro del culto: lâaltare e lâaffresco della Madonna della Mano. I festeggiamenti della Madonna di Lenne avvenivano una volta a metĂ luglio, ma cessarono probabilmente nel 1860, quando la confraternita del Carmine iniziò a festeggiare la loro Vergine proprio il 16 luglio.
Fonte: palagiano.net
 LA MADONNA DELLA STELLA
La chiesetta della Madonna della Stella è stata costruita recentemente in sostituzione di unâaltra riedificata e benedetta nel 1954. Prima di essa si suppone che ne esistesse unâaltra primitiva, ma non si hanno notizie. In devozione per la Madonna si svolge una grande festa, molto attesa e sentita dalla gente e che conserva nel suo rituale agreste tutta la caratteristica genuina e popolana di sagra campestre. Dalle prime ore del mattino giĂ una bassa musica (con âtamburr e fischaruleâ) gira per le vie del paese per svegliare la gente, dovendo portare processione, la statua settecentesca della Madonna alla cappella, situata a 3 chilometri dal paese. Nel pomeriggio, a piedi, ci si reca in pellegrinaggio. Sul sagrato della chiesetta (è un nuovo edificio costruito in sostituzione di un altro realizzato nel 1954 in occasione dellâanno Mariano, dopo aver abbattuto quella antica, ormai fatiscente), tutti recitano il rosario e si celebra la santa Messa. Alla fine inizia la spettacolare sagra della âtagghiarinaâ (pasta casalinga a fettuccine) condita con sugo piccante e distribuita a tutti i fedeli. Il modernismo ha costretto la gente ad usare gli antipatici piatti di plastica, ma non mancano chi vuole onorare la tradizione, mangiando la âtagghiarina della Madonnaâ nelle spatole di fico dâindia, come sâusava anticamente.
Ă una tradizione questa che richiama alla memoria tempi passati, quando ai molti poveri del paese in ricorrenza della festa della Madonna era distribuita gratuitamente la pasta. I piatti di creta erano un lusso di pochi e quindi la spatola di fico dâindia, alla portata di tutti, era una scelta pratica. Una volta i calderoni fumanti con la pasta arrivavano con il carro, trainati da buoi ornati festosamente con edera. Ora la si prepara nel giardino attiguo alla chiesa. Naturalmente la pasta viene benedetta, ma lâacqua santa è soffocata dal sugo al peperoncino, tanto da indiavolare la âtagghiarinaâ.
Ci sono in ogni caso altre interpretazione su questa usanza mangereccia, câè chi ricorda il rifocillare riservato ai naufraghi, che venivano alloggiati presso la cappella votiva della Madonna della Stella. In veritĂ altro non erano che pirati saraceni che, dopo aver mangiato, si convertivano, cristianizzandosi. Secondo altri la âtagghiarinaâ potrebbe simboleggiare il miracolo della moltiplicazione dei pani in omaggio ai tanti fedeli, che si recavano a piedi presso la cappella della Madonna. Dopo lâabbondante e allegra mangiata, tutti i fedeli ritornano allâimbrunire in trionfale processione con la statua in paese per il rito dâaffidamento della cittĂ alla Vergine, percorrendo le vie cittadine, tra preghiere, luminarie, bande musicali, fuochi dâartificio, nocciole e spumoni. Ovviamente sempre in devozione ed onore della Madonna della Stella.
Fonte: palagiano.net