Con la rinascita della Parrocchia dell’Immacolata, si intensificò la devozione per la Madonna Della Stella, protettrice di Palagiano, subito dopo la II Guerra Mondiale.La vecchia “Cappella” a Lei dedicata, sorgeva a pochi chilometri dall’abitato, sul vallone della “Lama di Lenne”, a Est.Era una costruzione molto semplice, con, all’interno, un altare centrale su cui era affrescata l’immagine della Madonna in stile bizantino, aveva un unico vano piuttosto piccolo; all’esterno i muri perimetrali presentavano dei contrafforti che li rendevano abbastanza solidi; la facciata centrale era sormontata da un piccolo campanile in cui era incorporata una campanella.La cappella, invece di essere inglobata nell’attuale chiesa, più ampia, fu, senza alcun rispetto per la conservazione dei beni storici della nostra gente, demolita; di essa non è rimasta traccia alcuna, nemmeno dell’affresco che era sull’altare.La festa in onore della Madonna è antichissima; si svolge, in campagna, nella seconda settimana di ottobre. Ricorda sicuramente la “Festa del Ringraziamento” che veniva celebrata, dagli agricoltori, alla fine dei raccolti.Nel giorno della festa, dopo la celebrazione della S. Messa, nella chiesa di campagna, sul piazzale antistante, avviene la benedizione e la distribuzione della pasta condita con sugo piccante, a ricordo del cibo che veniva distribuito ai poveri del paese.È questo il momento più caratteristico della festa, durante il quale, il carro sul quale vengono posti i grossi recipienti pieni di pasta, viene preso letteralmente d’assalto dalla gente che si fa largo, brandendo tegami e padelle per prendere qualche forchettata di pasta benedetta, spesso, ancor prima della benedizione!La festa è divenuta, nel corso degli anni, attrazione turistica per le popolazioni dei paesi vicini e va sempre più perdendo il carattere religioso che l’animava, negli anni passati.Per tutto l’Ottocento e, forse prima, si celebrava anche la festa della Madonna di Lenne; ma già dalla fine della I Guerra Mondiale non si ricorda più nulla di questa festa. La cappella, fortunatamente, non è stata demolita, ma l’affresco va deteriorandosi di anno in anno, necessita di interventi per la sua conservazione.La cappella apparteneva ai Monaci Benedettini di Cava dei Tirreni, ora è divenuta, proprietà privata. L’area circostante dove sostava la gente e la stessa cappella sono state recintate e l’accesso viene impedito.
Fonte: Memoria storica del nostro ‘900, di Michele Orsini