Palagiano, maggioranza a nove. Dopo la conferenza stampa dei tre consiglieri del gruppo “Api – Alternativa per Palagiano”, Mauro Tagariello, Simone Lippolis, Domenico Latagliata, in rotta con il resto della maggioranza che amministra il Comune di Palagiano, tante sono state le indiscrezioni trapelate, con un tempismo ed una logica espositiva, che nulla sembra aver a che fare con la casualità.

 

Proprio per cercare di fare chiarezza, abbiamo incontrato uno dei massimi esponenti del Partito Democratico locale, Piero Cifone, già Presidente del Consiglio, nel suo studio di Corso De Gasperi. Un vecchio adagio, “lo dico sottovoce, ma nella piazza”, è la prima discrasia che gli facciamo notare. “L’amministrazione, risponde, non rispetta la marcia che avevamo auspicato al nostro insediamento, ed è naturale che ci siano delle voci che si rincorrono. I Partiti che compongono la maggioranza, si stanno interrogando alla luce del sole, senza nascondere niente. Abbiamo parlato pubblicamente di un iter non proprio ottimale, e che nel nostro gruppo ci siano tre consiglieri che stanno svolgendo non tanto una battaglia politica legittima, quanto delle prese di posizioni sterili, che stanno mettendo in difficoltà prima di tutto la figura del Sindaco e dell’uomo Gaetano Tarasco, che nulla ha da spartire con questo modo di comportarsi”. Parla del documento presentato al Sindaco, a firma dei Partiti e dei gruppi di maggioranza. “Si tratta di un documento molto forte, e chiediamo di fare chiarezza sulla composizione della maggioranza, ribadendo nel contempo l’attestazione di fiducia dei Partiti nei confronti del primo cittadino, e della sua azione amministrativa. Di questo documento c’è stato, nella fase preparatoria, una lettura diversa nel nostro interno, non sul contenuto, che ha trovato l’accordo di tutti, ma sulla forma con la quale lo avremmo presentato, anche se alla fine Partiti ed amministratori lo hanno sottoscritto”. Facciamo notare che i “Contrasti sulla forma”, rievocano il “ho detto tutto” di Pappagone, cioè non dicono niente. “Questo, spiega, quasi ad esorcizzare quanto sta avvenendo, è un documento politico/politico – amministrativo, ed abbiamo voluto, attraverso la sottoscrizione da parte di tutti gli attori coinvolti, dimostrare al Sindaco, che sia i Partiti, che i Gruppi consiliari, si fanno garanti della continuità amministrativa”. Con l’ostracismo temporaneo dei tre, quindi, maggioranza a nove. Rincorrendo voci che ipotizzano scenari diversi dall’attuale compagine di maggioranza, chiediamo se, in caso di difficoltà ad amministrare, sia preferibile un ritorno al voto, ad una conduzione tecnica. “E’ una ipotesi che non abbiamo preso in considerazione, afferma deciso, quasi attendesse la domanda. Siamo consapevoli che a nove diventa difficile amministrare, anche se numericamente possibile, per cui cercheremo, insieme al Sindaco, tutte le soluzioni possibili, affinchè si ricostituisca il gruppo di undici consiglieri. Ci vuole la buona volontà di tutti: agiremo in questa direzione, ma un segnale forte andava dato”. Uno dei leitmotiv di Ressa, è che alla chiusura di una porta, potrebbe seguire l’apertura di un portone. Cifone, e con lui crediamo l’intero gruppo di maggioranza a nove, si muoveranno su questa strada. La palla va ora ai tre: rimarranno fermi sulle loro posizioni, o cercheranno di attivare un dialogo che, finora, visto l’epilogo, non ha prodotto grossi risultati? Oppure…ma qui si scivolerebbe nella fantapolitica.

 

Giuseppe Favale