
Ho fatto una ricerca su Google. Come dimenticare il caldo.
Risposta: “Ascolta La nevicata del ’56.”
Clicco. Sollievo minimo, tipo aprire il freezer e farsi investire da un soffio di aria polare che dura mezzo secondo.
A quel punto, convinto che ci sarà una soluzione facile, arriva il primo commento, senza faccine: “Stai fresco!” E già lì ho capito che la strada sarebbe stata lunga.
A quel punto, convinto che ci sarà una soluzione facile, arriva il primo commento, senza faccine: “Stai fresco!” E già lì ho capito che la strada sarebbe stata lunga.
Seconda domanda: Come posso aumentare l’effetto neve e dimenticare davvero il caldo?
Risposta: “Guarda il video della nevicata del 2014.”
Lo apro. Funziona un po’: per cinque minuti mi sento un orso polare. Poi il sudore mi ricorda... ma subito dimentico cosa avevo ricordato.
E per la seconda volta, sotto al post, un altro genio scrive: “Stai fresco.”
Grazie, maestro di vita.
Stavo per buttare la spugna, mi illumina la terza domanda.
Terza domanda (la definitiva): Qual è il metodo definitivo per sopravvivere a questa temperatura infernale?
Risposta degli esperti: “Bisogna aspettare l’autunno. E pensa positivo: abbiamo già superato il solstizio.”
E lì, incredibilmente, mi sono sentito meglio. Non fresco, eh… ma meglio. Come quando ti dicono “coraggio, manca poco” e tu sai che manca tantissimo, ma almeno qualcuno ci prova.
Finale motivazionale: Resistiamo.
Siamo gente temprata da estati epiche, ventilatori eroici e granite mangiate come fossero cure mediche.
Siamo gente sopravvissuta ai lunghi interventi di Salvatore Petrocelli.
Abbiamo superato il solstizio. I giorni ora si accorciano.
Siamo gente che ha sofferto per le zanzare modello elicottero, e le domeniche al mare con tre km di fila.
Ma, più di tutto, siamo gente sopravvissuta al caldo, al freddo, al vento, alla vita, e soprattutto ai ventilatori che girano ma non rinfrescano, e che come effetto collaterale provocano un giramento, ma di...
Ogni giorno che passa è un passo verso l’ombra, verso la brezza, verso il primo maglioncino serale che indosseremo con orgoglio.
E se qualcuno dice ancora “Stai fresco”… rispondiamo con dignità: “Ma va…”.