ā€œNon me ne vado dal mio Partitoā€. ā€œChi perde dĆ  una mano a chi vince, senza fondare un altro Partitoā€. ā€œSono qui per parlare del futuro: che tipo di futuro immaginiamo? In questi anni ci ĆØ stato vietato il futuroā€. ā€œIl messaggio che ha dato la politica in questi anni ĆØ: Ricordati che devi morire!ā€. ā€œTutti dicono: che accade se vince Renzi? E se vinciamo?ā€. ā€œVengo da una cultura molto significativa: quella di Mike Bongiornoā€. ā€œUn Paese civile mantiene in vita le aspettative dei bambiniā€. ā€œL’Italia ha un debito verso Tarantoā€. Non poteva mancare ā€œL’ILVA e la questione ambientaleā€, ed ovviamente… La Rottamazione. I giornali ne hanno parlato: Emanuele Di Todaro, Tommy Lucarella ed Enzo Giannico, erano lƬ. Noi li abbiamo sentiti. E con loro, anche Max Cavallo (sua l’analisi del Renzi – comunicatore, che pubblichiamo più avanti), Annarita Di Giorgio, Rachele Pellegrino.Un video assolutamente da non perdere, si creda o non nelle idee del Sindaco di Firenze.

Parla un esperto di comunicazione politica - Cavallo: «Ha ottime doti comunicative»

Ā«Matteo Renzi fa sorridere, pensare e commuovereĀ». La pensa cosƬ Massimiliano Cavallo, giovane tarantino, esperto in comunicazione politica e public speaking a Roma. In questa nota inviata alla Gazzetta scrive: Ā«Renzi parla dei problemi dell'Italia e di come siamo arrivati fino a questo punto, di "er Batman" - Fiorito. In questo modo dice cose su cui la gente non può che essere d'accordo, creando subito un clima di fiducia. Parla in piedi, microfono in mano e cammina sul palco, senza nessun leggio. Fa un vero e proprio show, ben lontano dalle abituali convention stereotipate del centrosinistraĀ». L’esperto aggiunge nella sua analisi: Ā«Usa molto le immagini, perchĆ© sa che queste restano più impresse delle parole: proietta slide, come quando ricorda i protagonisti delle primarie che vinse Prodi, ricordando come ognuno di quelli ebbe un posto nel governo che ne seguƬ, cosa che lui promette di non fare in caso di sconfittaĀ». Ed ancora: Ā«Usa le immagini associandole alle sue proposte e cita molti numeri ben precisi, lanciando il messaggio di essere uno competente che sa di cosa parla. Fa un uso sapiente delle pause e dosa bene il ritmo e la velocitĆ  del suo eloquioĀ».

E il rottamatore attira l’area Pelillo

Ā Le sirene del rottamatore fiorentino attirano l’area di Michele Pelillo. L’assessore regionale al Bilancio, questo va detto subito, ieri mattina non c’era. Non poteva esserci. Sino a prova contraria, fa parte della componente che sostiene la corsa alle primarie del segretario nazionale, Pier Luigi Bersani. Eppure, nella sala gremita dell’hotel Delfino, alcuni Ā«pelillianiĀ» c’erano eccome. E non solo per curiositĆ . Non solo per ascoltare. Almeno in qualche caso, si profila un’adesione convinta a sostegno di Matteo Renzi. E cosƬ, ieri si sono notati: il segretario cittadino del Pd, Sergio Scarcia ed i consiglieri comunali Vincenzo Di Gregorio, Emanuele Di Todaro e Lucio Lonoce. Tutti, con sfumature diverse, sono rigorosamente vicini a Pelillo. Lui, l’assessore, non c’era anche perchĆ© (Bersani a parte) se ci fosse stato non avrebbe ottenuto il gradimento del presidente della Regione, Nichi Vendola. GiĆ , il fatto che il leader di Sel corra per le primarie qualche disagio agli assessori regionali del Pdi (Pelillo compreso) lo potrebbe pure dare. Eppure, anche se ieri Scarcia e quei consiglieri comunali avesse disertato la convention di Renzi, la sensazione sarebbe stata ugualmente netta. Una parte dell’elettorato di Pelillo, quel mondo alimentato in parte dal ceto medio riflessivo, sembra stare comunque dalla parte del sindaco di Firenze. Ma c’è di più. Quella spinta al rinnovamento su cui il rottamatore soffia e quella battaglia ai Ā«baroniĀ» del partito sembra interessare chi sostiene Pelillo. Azzardando un po’, Renzi può rappresentare il punto d’incontro tra chi ha votato Pelillo e chi, alle ultime comunali, ha scelto Angelo Bonelli. Le parole sull’Ilva, del resto, non sembrano essere dette a caso. Sempre rimanendo in casa Pd, da segnalare la presenza di Piero Bitetti, presidente del Consiglio comunale, vicino all’area di Gianni Florido. Tra le figure istituzionali presenti anche i sindaci di Crispiano (Giuseppe Laddomada) e Laterza (Gianfranco Lopane) oltre al capogruppo in Provincia (Luciano Santoro che però sta con Bersani). Gettando lo sguardo nella gremita platea, si scorgono anche volti della Prima Repubblica o di chi non ha più incarichi politici. Da Mario Guadagnolo, sindaco Psi di Taranto dall’85 al ā€˜90 sino a Luciano Mineo, da tre anni lontano dal Palazzo. C’è spazio anche per Dante Capriulo, Adriano Tribbia, consigliere comunale di At6 (sƬ, il movimento di Cito) e per Ettore Rossi, ex Udc poi Idv, entrambi Ā«qui per ascoltareĀ». Ad organizzare la convention tarantina, invece, ci hanno pensato: Tommy Lucarella, ex presidente della circoscrizione di Talsano; Marco Urago, ex direttore generale dell’Asl ed Enzo Giannico, ex segretario provinciale dei Ds e consigliere comunale Pd a Ginosa. ƈ lui, indubbiamente, il Ā«cervelloĀ» dei Renzi boys locali. Giannico, con tutto il rispetto per il ruolo di consigliere comunale di minoranza in quel di Ginosa, torna cosƬ a fare politica dopo anni di autoisolamento. Si può, forse, affermare che Giannico serve a Renzi e Renzi a Giannico. Allo staff del sindaco - rottamatore, infatti, fa buon gioco coprirsi sul fronte degli ex Ds ed all’ex ragazzo che andò a formarsi in via delle Botteghe Oscure tutto questo può essere utile. Intanto, Giannico ĆØ lƬ. La mossa, tutta tattica, merita di essere seguita se non altro per vedere l’effetto che fa nel Pd.

Ā Fabio Venere

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno