Giovanni Masella, di Rocco e Francesca Paola Carano, nacque a Palagianello, dove il padre espletava le funzioni di medico condotto, il 3 gennaio 1889.

Studiò con profitto prima a Taranto, e successivamente a Lecce, presso il “Collegio Argento” (chiamato così dal Padre gesuita che lo fondò nel 1888), meritando ben dodici medaglie d’argento, per l’impegno negli studi e per le brillanti capacità soprattutto nell’apprendimento del latino, lingua della quale divenne nel tempo un raffinato cultore. Il 21 settembre 1913, Giovanni fu ordinato sacerdote dal Vescovo di Castellaneta, monsignor Agostino Laera.Durante gli eventi bellici del primo conflitto mondiale, don Giovanni prestò il suo servizio sacerdotale sul campo di battaglia, con il grado di Tenente Cappellano, distinguendosi per il sostegno morale e spirituale dato ai feriti.

Alla fine della guerra, rientrato a Palagiano, svolse inizialmente, nella chiesa parrocchiale della SS. Annunziata, il compito di Economo Curato, finché il 1° maggio 1919 assunse l’incarico di Vicario Curato, in sostituzione del reverendo don Salvatore Bottari, incarico che tenne fino al 1961. Il 27 agosto 1932, monsignor Laera lo nominò Parroco Consultore Pro Sinodale. Durante gli anni del sacerdozio, don Giovanni fu sempre seguito con affettuosa discrezione e stima dalla zia Pasqualina, che pur non prendendo i voti, condusse vita monacale e perciò vedeva in lui la realizzazione dei propri ideali religiosi.

Nella foto, Massafra, 3 settembre 1950, il Cardinale Benedetto Aloisi Masella nella chiesa di Gesù Bambino, mentre incorona l’urna contenente Gesù Bambino, in occasione del Centenario dei divini prodigi. Per l’occasione, don Giovanni Masella, insieme ad altri familiari, si recò a Massafra per conoscere personalmente il Cardinale. 

Don Giovanni, visse inizialmente in casa della zia Pasqualina, in Via Oberdan n. 21, in seguito, a loro si unirono la zia Concetta - rimasta vedova - e la figlia di quest’ultima, Giulia. La loro casa, che spesso i parrocchiani “confondevano” con l’Ufficio parrocchiale, rappresentava un sicuro e confortevole punto di riferimento anche per vescovi e sacerdoti che frequentemente erano ospitati, in occasione di visite pastorali o di missioni, soprattutto in tempo di quaresima. In seguito alla morte delle zie, don Giovanni si trasferì definitivamente in casa della sorella Ermelinda (per i familiari Linda), dove morì il 9 febbraio 1966.Don Giovanni era una persona semplice, di grande umanità, ed impegnata nell’apostolato. Durante il suo magistero, nacquero sotto il suo impulso e progredirono con il suo intelligente ed amorevole sostegno, gruppi quali l’Azione Cattolica, la Società Cattolica di Mutuo Soccorso sotto il titolo del SS. Rosario, le Figlie di Maria, fu dato nuovo vigore al Terz’Ordine Francescano, a cui don Giovanni teneva in modo particolare. Don Giovanni era inoltre un profondo conoscitore della lingua latina, come si è già detto, e le poche ore di tempo libero che aveva le trascorreva dando lezione gratuitamente ai giovani seminaristi e agli studenti meno abbienti. Fermo nella fede e saldo nei principi di Santa Romana Chiesa, favorì sempre il dialogo ed il confronto con i parrocchiani, mantenendosi estraneo ad ogni atteggiamento intollerante ed integralista. Non disdegnava il nuovo, ma esigeva la sobrietà e l’equilibrio in ogni iniziativa.

Ancora oggi, nonostante i molti anni trascorsi dalla sua scomparsa, i fiori posati sulla sua lapide, testimoniano chiaramente quanto sia ancora vivo il legame tra il sacerdote e la gente che lo conobbe e ne apprezzò le sue indiscusse qualità morali e la sua opera pastorale. In occasione del 30° anniversario della morte di don Giovanni Masella, il Consiglio Pastorale protempore della SS. Annunziata, gli dedicò il Salone delle Opere Parrocchiali, inaugurate da S.E. il Vescovo Mons. Martino Scarafile, il 26 giugno 1997.

Mario Masella