C’erano tante foto - quadri in casa Aldo Marangione, bastava osservarne qualcuno per capire che tipo di persona fosse il padrone di casa o, come era meglio conosciuto, “zio Aldino”. Foto in gran parte ritraenti, a differenza di altri personaggi politici locali, il personaggio, tra la gente, la sua gente comune. Basta questo per tracciare un profilo istantaneo di “zio Aldino”, giorno 23 è stato il 20° anniversario della sua morte.

 

Uomo considerato qui del fare anche se il termine ultimamente risulta molto abusato, senza però nessun costrutto in termini concreti. Sicuramente uno tra i pochi personaggi politici palagianesi del passato, che si è adoperato per la costruzione del bene comune, in tempi in cui gli avversari politici non potendo competere erano capaci perfino di invocare cariche come investitura divina. Erano gli anni del dopoguerra e la politica, quella vera e quella che poi sarebbe diventata delle polpette avvelenate dagli stessi amici di partito, cominciava a far capolino. Erano tempi in cui si gli avversari politici venivano ammazzati o quando andava bene, si poteva essere azzoppati. Proprio quello che accadde a “zio Aldino” che una mattina mentre si stava recando in ufficio presso la sede dell’oleificio sociale, in pieno centro abitato, fu gambizzato da due giovani in motorino. Gli esecutori materiali non vennero mai scovati ma si scatenò una ridda di supposizioni e congetture. Come spesso accade in circostanze del genere, l’avvertimento non scalfi in chi subisce la minaccia la voglia di proseguire la strada intrapresa.

Marangione era questo, una persona con la passione della politica allo stato puro. Conosciuto per essere stato il fondatore della Conservificio Conca d’Oro, Cantina e Oleificio sociale, Cooperativa Socialservizi, ma anche per aver dispensato affetto a piene mani, generosità e disponibilità senza limiti.

La politica per lui era una ragione di vita, era l'aria che si respirava, era il pane quotidiano.

Lo si poteva contattare a qualunque ora del giorno e della notte e trovarvi ristoro e occasione di discussione.

A vent’anni dalla sua morte lascia una grande eredità di affetti, non solo ai suoi familiari ma a tutti coloro che l'hanno conosciuto. Nella sua vita ha rappresentato un esempio eccezionale di dedizione ai propri ideali, vissuti sempre in maniera semplice e “popolare”, e ai bisogni della gente comune senza mai trascurare la sua famiglia.

Ecco perché nonostante siano trascorsi vent’anni, della sua scomparsa resta ancora un gran vuoto ma vivo il suo ricordo.

 

Antonio Notarnicola