Incredibile, ma vero. La proposta di un Comune in provincia di Torino che vorrebbe così combattere il problema della prostituzione clandestina e ridurre le tasse ai cittadini. Bordelli comunali per ridurre le tasse ai cittadini.
È la provocatoria proposta di Diego Maria Bili, vicesindaco di Lombardore, comune di mille e 500 anime alla periferia di Torino, che domani sera in Consiglio comunale voterà un ordine del giorno della maggioranza che invita il Parlamento a istituire case di tolleranza di proprietà dei Comuni. Se la cosa andasse in porta, i primi a giovarne sarebbero i cittadini. Secondo Bili in questo modo si potrebbero ridurre drasticamente le tasse. Ma anche i clienti che avrebbero a loro disposizione personale "qualificato".
Nel caso in cui la proposta passi, Lambardone potrebbe balzare agli onori della cronaca come primo Comune d'Italia con case chiuse comunali. «Il posto - dice il vicesindaco - già c'è: è un ex edificio industriale alla periferia del paese. Lo facciamo diventare un posto carino e discreto, dove può andare chiunque, purché maggiorenne. E così restituiamo decoro alle nostre strade».
Del resto in questo paese della provincia torinese il problema del meretricio è particolarmente sentito. Due anni fa, in anticipo rispetto a tutta Italia, il Comune adottò un'apposita ordinanza anti-prostituzione stradale: 400 euro di multa per clienti e meretrici pizzicati sul territorio comunale. Ordinanza che, secondo il Comune, ha ridotto il numero delle prostitute che si vendono sulle strade di Lombardore. Anche se la verità è che le squillo che operavano qui non hanno fatto altro che spostarsi nei comuni limitrofi. Non è comunque la prima volta che, da quando è in vigore la Legge Merlin, si è parlato di riaprire le case chiuse. Ma siamo sicuri se questo sia il modo migliore di affrontare il problema della prostituzione?
Fonte: www.libero.it