Terremoto politico, tsunami…tanti gli appellativi con i quali si è cercato di definire gli effetti che la legge elettorale ha avuto sulla composizione di Camera e Senato. Nessuna forza della natura è però entrata in gioco, ma un norma che, fra i suoi obiettivi, aveva appunto quello di distruggere non solo l’erbetta, ma anche i cespugli e gli alberelli.
E così è stato. Sia a destra che a sinistra, sono scomparse le forze che conservono ancora, nel loro DNA, afflati di ideologia, contrariamente al laicismo che alberga nel resto del panorama politico, fatta eccezione per una ricerca interessata del voto cattolico, fautrice di un laicismo part – time. La politica è così passata dal regime di libera concorrenza al Monopolio di Stato, ma i vincitori e i quasi sconfitti raccontano che questo ci rende “europei”, figli dei fiori, quasi come la moda dello ye – ye e dello yo – yo. Si registra un appiattimento di programmi e idee che non può essere foriero di un progresso di centro, e Orazio forse ora direbbe che “la virtù sta nel mezzo…del guado”. Qualcuno si arrischia a dire che è stato dimostrato come questa legge elettorale assicuri la governabilità, ma prima di proferire simili epitaffi sarebbe necessario, nonché salutare, andarsi a rileggere i giornali degli ultimi mesi del 2007. E a chi saluta con piacere la nuova geografia politica e partitica, giova ricordare le ragioni che furono alla base della legge elettorale, senza nessun dialogo con l’opposizione, e con Casini e Fini che spesso ne prendevano le distanze. Una legge che anche Berlusconi voleva cambiare…fino a quando gli dissero: “I sondaggi ti sono favorevoli. Se accetti di cambiare la legge, si voterà verso fine anno, con il rischio che il PD recuperi”. Per ora, uno dei risultati immediati di questa legge, è l’attacco di Montezemolo alla rappresentatività dei sindacati.
Come momentaneo e/o ultimo atto delle valutazioni elettorali, ascoltiamo la voce di alcuni dei protagonisti.
Vincenzo Lorè, candidato alla Camera per il Partito Socialista.
"Il popolo non ha capito i nostri dirigenti. Cambiamo il popolo"! Così Berthold Brecht negli anni '30 ironizzava sulla crisi di alcuni Partiti di sinistra. Crisi che, ahimè, nella sua Germania, ebbe conseguenze tragiche, mentre in Italia avrà, al massimo, conseguenze tragicomiche. Ragiono da extraparlamentare di sinistra, non per via della mancata elezione in Parlamento, bensì come non rappresentato non solo dal mio Partito, il Partito Socialista di fatto cancellato, ma da nessuna delle più classiche delle accezioni riconducibili ad una forza di sinistra. Veltroni ha ottenuto la vittoria che desiderava: è riuscito laddove neanche Benito Mussolini, con la legge Acerbo del 1924, aveva potuto fare qualcosa. Il 14 Aprile del 2008, la soppressione della sinistra dal Parlamento è finalmente una realtà! Una sinistra sradicata con una sapiente strategia dal trio Veltroni-Bettini-Franceschini, che hanno condotto una delle più ingannevoli campagne elettorali della storia, al fine non di sconfiggere il presunto avversario Berlusconi, che di fatto lo è, ma di eliminare tutte quelle culture che con la loro storia, anche coi loro errori, hanno fatto si che questo fosse un Paese democratico. La “clamorosa rimonta” che ha portato il PD a perdere le elezioni per un soffio (solo 9 punti percentuali, uno scherzo…) almeno a qualcosa è valsa. Gli inutilissimi “voti utili” che quel Partito di plastica ha ottenuto regalano all’Italia il più bel governo Berlusconi. In Francia, la sinistra conobbe una disfatta simile a quella subita oggi in Italia. Un tale Francois Mitterrand rimise insieme i “cocci di tutta la sinistra” è creò la “gauche pluriel”: il Partito Socialista Francese. Con il reset di tutti i vecchi dirigenti, Veltroni compreso, e con un nuovo inizio di dialogo con la società italiana, chissà che non nasca anche in Italia!!
Grazia Maria Tagliente, Consigliere comunale UDC, candidata alla Camera.
L’aspetto più significativo di queste elezioni politiche 2008, ritengo sia il fatto che gli elettori si siano espressi senza esitazioni o colpi di coda, per una riduzione drastica dei piccoli Partiti e di quelli estremisti.I cittadini hanno chiesto la presenza solo di Partiti veri, che riportino questo Paese sulla via dello sviluppo e della legalità democratica. Ora che, grazie alle chiare scelte che sono state fatte dagli italiani, il sistema politico è diventato finalmente tutt’altra cosa, bisogna però ora cominciare a governare sul serio.L’UdC si è confermata la quarta forza del Paese, una forza moderata, moderna e progressista, alternativa alla sinistra e non subalterna a Berlusconi. La scelta che Casini ha fatto, è stata una scelta coraggiosa che è stata premiata, siamo riusciti ad ottenere un risultato che ci permetterà di avere un ruolo nel nuovo Parlamento, e anche se staremo all’opposizione, agiremo sempre per il bene del nostro Paese e della nostra gente. Continueremo a lavorare per centrare l’obiettivo di costruire un grande centro moderato, al fine di poter affrontare al meglio i prossimi appuntamenti elettorali, provincia e parlamento europeo nel 2009, e regione nel 2010.A Palagiano, l’UdC ha ottenuto un soddisfacente risultato, il 10,93% alla Camera e il 10,80% al Senato, un dato questo che supera quasi del doppio il risultato nazionale; questo significa che a livello locale stiamo lavorando bene, e gli elettori hanno voluto premiare il lavoro che stiamo facendo, cioè una opposizione costruttiva, seria e responsabile, nel perseguire gli interessi di tutta la cittadinanza palagianese. Colgo così l’occasione di rivolgere il mio ringraziamento a tutti coloro che hanno scelto di votare UdC.
Vito Cervellera, Consigliere Comunale L’Arca – DC, candidato alla Camera per La Sinistra - L’Arcobaleno.
Veltroni aveva tre obiettivi da raggiungere: battere Berlusconi e diventare presidente del Consiglio, diventare il primo Partito in Italia, annientare la Sinistra Italiana. Ha fallito i primi due, ma è riuscito nel terzo. L’inganno veltroniano del voto utile, dell’affermare di essere a pochi punti da Berlusconi, è stata una grande infamia verso l’intero popolo della Sinistra Italiana. Il PD dovrebbe trarre opportune conclusioni dalla disfatta, un distacco ben oltre il 9% malgrado il sacrificio della Sinistra Italiana, riposizionare la barra recuperando il progetto di un centro sinistra, moderato, laico e cattolico, unitario e con una cultura di governo, e soprattutto con uomini nuovi e capaci. A Palagiano, come sempre il risultato locale segue gli andamenti nazionali, e infatti registriamo un PdL in crescita, e un PD che arretra. La Sinistra - L’Arcobaleno a Palagiano supera la barriera del 4% alla Camera, ottenendo una delle percentuali più alte in Puglia, ma purtroppo non la supera nel resto del Paese, rimanendo fuori dal Parlamento. Il successo alle amministrative di 6.200 voti del centro sinistra non si ripete alle politiche, che potrebbe, con le dovute cautele poiché ogni elezione è una storia a sè, essere un segnale della crisi che l’amministrazione sta vivendo fin dai suoi primi giorni, dovuta alla mancanza di un assetto stabile della giunta, e alla presenza di una forte situazione debitoria.
Graziano Mellone, capogruppo AN – Futuro in Consiglio Comunale.
Siamo soddisfatti del risultato ottenuto a livello nazionale, così come pronosticato dopo la caduta del Governo Prodi. Spero ora che si dia vita ad un Governo che si adoperi urgentemente per risollevare le sorti di una Nazione ormai allo sbando, dove non più la quarta, ma addirittura la terza settimana rappresenta un incubo per il ceto medio basso. Occorre risolvere urgentemente il caso Campania, affinché l’immagine dell’Italia possa ritornare a splendere nel contesto europeo e mondiale.
Come rappresentante di Alleanza Nazionale, vuole ringraziare qualcuno per il successo elettorale raggiunto a livello locale?
Non ho titolo per porgere ringraziamenti a nome del mio Partito, anche perché l’intera campagna elettorale si è svolta in nome del PdL. Si è trattato di uno sforzo collegiale, che ha visto la presenza dei direttivi dei Partiti della coalizione, e del mio Gruppo consiliare, con un apprezzamento sincero per la lista civica, che si è molto adoperata per il successo elettorale. In particolare, però, vorrei ringraziare il Sindaco Rocco Ressa, per averci spianato la strada della vittoria. Sono convinto che la debacle del centro sinistra palagianese sia frutto di una cattiva gestione amministrativa, e spero che i responsabili ne prendano atto e agiscano di conseguenza. Per essere più chiaro, mi aspetto che Ressa, che ha fatto una intensa campagna elettorale per il Partito Democratico, si dimetta da Sindaco, in quanto lui stesso ha affermato che i responsabili provinciali e regionali dell’insuccesso elettorale si devono dimettere.
Giuseppe Favale