Rocco Ressa, 41 anni, sposato, tre figli, è il candidato Sindaco del centro sinistra. A 17 anni entra nel Seminario della Consolata a Brescia, e qui matura la passione per la politica, che lo porta a 21 anni ad iscriversi alla FGCI.      

 

Nel 1990 fonda, con don Vincenzo De Florio, la comunità di accoglienza San Basilio. Laureato in Pedagogia, nel 1996 fonda la cooperativa sociale Demetra, che attualmente conta 300 dipendenti. Nel 2002 viene eletto Sindaco di Palagiano, con 5.149 voti.

Dott. Ressa, vuol dirci qualcosa del programma con il quale vi presentate agli elettori?
Quattro sono i punti principali per cui chiediamo ai cittadini di rinnovare la fiducia a questa amministrazione: 1) La crescita formativa dei giovani, per un loro più agevole inserimento nel mondo del lavoro; 2) Agricoltura, sostenendo i nostri prodotti anche sfruttando le risorse europee; 3) Sviluppo artigianale ed industriale, già avviato con l’approvazione del PIP, che infrastruttureremo dopo i lavori di canalizzazione; 4) Sviluppo turistico, favorendo investimenti che, nel rispetto dell’ambiente, possano portare sviluppo e nuovi posti di lavoro. In particolare, per quanto riguarda l’agricoltura, nel distretto rurale di Palagiano avrà sede il “Centro agro-alimentare del Mezzogiorno”, che contribuirà alla realizzazione del Programma rurale dell'arco jonico. Una più estesa tutela per gli anziani, anche riorganizzando le prestazioni sanitarie. Promuoveremo nuove iniziative imprenditoriali per i giovani disoccupati, e continueremo ad investire nella cultura, oltre ad una sempre maggiore attenzione per la salvaguardia del territorio. Questo in estrema sintesi, ma a chi vorrà saperne di più consiglio di visitare il mio sito www.roccoressa.net.  
Nel vostro programma, quale ritiene sia il punto principale?
Sostegno concreto all’agricoltura, unitamente alla fine dei lavori di canalizzazione per convogliare nella Lama di Vite le acque che scendono dalla collina di Mottola, e il monitoraggio completo della fogna bianca. 
Quale slogan per le prossime elezioni? 
“Il Sindaco c’è per andare avanti”. Uno slogan semplice, ma efficace, nell’evidenziare che sono stato, sono e sarò sempre presente nel testimoniare non solo un collegamento e un dialogo con i cittadini, ma anche una crescita del territorio mai realizzatasi prima.
 
Come si è giunti alla sua candidatura?
Inizialmente, alcuni Partiti hanno visto nella mia persona garanzia di continuità con il lavoro svolto dalla mia Amministrazione, mentre altri mantenevano una posizione critica non condividendo alcuni passaggi amministrativi da me operati. Non ci siamo però mai arresi nel tentativo di costruire l’Unione a Palagiano, e i primi passaggi non sono stati facili. Alla fine ha prevalso il buon senso di tutti, e ora tutta l’Unione, più L’Italia di Mezzo, è unita intorno alla mia persona e al programma elettorale, che insieme abbiamo elaborato, e con il quale ci presenteremo agli elettori. 
Quale ritiene sia stato un suo errore amministrativo, e quale invece il provvedimento di cui può andare orgoglioso?
Pur avendo avviato un grosso processo di trasparenza amministrativa, prima del tutto inesistente, bisogna attivare concretamente le consulte da noi già istituite, ma non ancora decollate. La gestione del dopo alluvione, vedi i canali che dalla collina di Mottola confluiscono in Lama di Vite, il canale di Capovento, ristrutturazione ed ampliamento del tronco di fogna bianca che da Bachelet arriva al depuratore, questione depuratore quasi del tutto risolta, inizio lavori per il completamento del Palazzetto dello Sport…difficile scegliere ciò che mi inorgoglisce. 
Nel programma elettorale del 2002 era prevista la creazione di parchi comunali, ma questo punto è però rimasto sulla carta.
In questi cinque anni, nonostante due alluvioni, sono orgoglioso di affermare che la mia amministrazione ha realizzato molte delle cose previste in quel programma. Durante il mio mandato, sono accadute tante cose difficili da prevedere, come la bocciatura del PRG, a torto addebitata alla mia volontà, in quanto la Regione, con le sue osservazioni, ne aveva in pratica decretato la bocciatura. Il ritorno al PdF mi ha indotto a rivedere alcuni punti programmatici, sempre però avendo in mente gli interessi collettivi dei cittadini, e mai interessi di singoli. Proprio per la vigenza del PdF, non è stato possibile ottemperare a quanto previsto in materia di parchi, perché la loro realizzazione era nel frattempo divenuta troppo onerosa. Nulla impedirà, comunque, la realizzazione di un grande parco urbano attrezzato (circa tre ettari), con spazi dedicati ai podisti, ai bambini, agli anziani ed alle famiglie, nella zona adiacente la scuola materna San Giovanni Bosco. Tuttavia, sono state realizzate diverse piazze e diversi spazi di verde pubblico prima del tutto inesistenti, oltre alla piantumazione di centinaia di piante e alberi in tutto il paese. 

Il 5 aprile avete tenuto una full immersion sul programma e sul candidato Sindaco: cosa è successo, dal momento che UDEUR, Rosa nel Pugno e Rifondazione, inizialmente contrari alla sua candidatura, l’hanno poi accettata?
Semplicemente che tutti abbiamo fatto un passo indietro e due passi avanti, rivedendo alcune spigolature delle nostre posizioni originarie, e questo non deve meravigliare quando si hanno in mente gli interessi esclusivi dei cittadini. 
In un documento firmato, tra l’altro, da UDEUR, Rosa nel Pugno, Rifondazione e l’associazione L’Arca, è scritto che lei non può essere garante della coesione di tutta l’Unione perché ha prodotto profonde fratture con i partiti alleati e all’interno degli stessi DS e Margherita. A parte l’Arca, gli altri hanno forse cambiato idea?
Credo che nessuno possa dirsi depositario della verità assoluta, e sicuramente sono stati commessi da ambo le parti  errori non voluti che hanno generato delle incomprensioni. Saggezza è avere la forza di superare le diversità di vedute, che pur permangono su alcune questioni, e collaborare quando le cose che uniscono hanno il sopravvento sulle cose che dividono.  
Nell’incontro – dibattito del 16 novembre 2006, organizzato da UDEUR, Rosa nel Pugno, Rifondazione e l’associazione L’Arca sul tema “PUG – Le aspettative tradite”, il prof. Tito Anzolin dichiarò: “Il Sindaco ha detto che provvederà a far rinascere il Pino di Lenne: lo aspetto”. Immagino che questo punto sia stato dibattuto negli incontri con Rifondazione.
Qualsiasi cosa io abbia fatto o intenda fare, l’ho realizzata sempre nel rispetto assoluto della legge, e così accadrà anche per quanto riguarda la questione del Pino di Lenne.  
Sempre in quell’incontro, l’arch. Onofrio D’Onghia, dirigente dello SDI, affermò che l’Amministrazione ha proposto il DPP, ma non ha recepito le osservazioni fatte in quella sede, consegnando un PUG già confenzionato. Poiché è certo che del PUG ne avete parlato, quali sono state le integrazioni proposte, e cosa lei intende fare?I
l PUG non ha ottenuto il parere di compatibilità dalla Regione Puglia, a causa del Piano di Assetto Idrogeologico. Ciò ci darà la possibilità, prevista dalla L.R. 20, di convocare la Conferenza dei Servizi, nella quale saranno apportati quei correttivi necessari per migliorare ulteriormente la proposta, già adottata in Consiglio, sempre tenendo conto del supremo interesse della collettività e del territorio.
 
Parlate di Unione coesa nel condividere il Programma e la sua candidatura. Come giudica allora il comizio di Rifondazione, nel quale sono state rivolte pesanti critiche alla sua gestione amministrativa?Del comizio di Rifondazione non dò esattamente la tua interpretazione. Ritengo doveroso, da parte di Rifondazione, l’aver spiegato perché, pur contestando alcuni atti della mia amministrazione, abbia deciso di condividere un Programma e la mia candidatura. Era un atto dovuto verso i cittadini e verso i propri iscritti, anche per via delle strumentalizzazioni che sono nate. Vorrei però far notare che nel centro destra, al di là della tanto sbandierata unità, non possono certamente affermare che ci sia identità di vedute. Penso alla costruzione dei nuovi loculi, al PRG, al depuratore, ma non mi scandalizzo di questo, sono cose che accadono in politica.  
Il dott. Andrea Lippolis le rivolge questa domanda: “Caro Sindaco, questa volta cosa prometterai per poi puntualmente non mantenere?”.
Il dott. Lippolis faccia un raffronto tra quanto realizzato dai Sindaci precedenti in base al loro programma elettorale, e quanto realizzato dalla mia amministrazione. Attendo l’esito di questa verifica.  

Giuseppe Favale