Andrea Lippolis, 51 anni, tre figli, è un chirurgo specializzato in otorinolaringoiatria e convenzionato per la medicina generale.
Alle prossime amministrative, tre liste esprimono la sua candidatura a Sindaco: PRI, la civica “Palagiano Prima di Tutto”, Democrazia Cristiana per le Autonomie. Dichiara di appartenere al centro destra, ma con dei distinguo, in quanto il suo è il “centro destra che fa politica, che ha voce, che propone e incontra la gente”.
Dott. Lippolis, nelle provinciali 2004 era nel PRI, nelle regionali 2005 nella lista “La Puglia prima di tutto”: ritiene definitivo il suo passaggio nel centro-destra?
Per il momento si, ma “mai dire mai e mai dire sempre”, e sono sicuro che i cittadini palagianesi abbiano capito le finalità del nostro modo di porci e di schierarci.
Ha sostenuto in un comizio di essere un uomo libero. Ritiene che questo giustifichi l’aver cambiato più volte Partito?
Certamente! Non bisogna dimenticare la mancata risposta del centro-sinistra a quelle esigenze di dignità nel nostro Comune, in rapporto a vicende da noi più volte segnalate. Precisiamo che siamo ben integrati nel centro destra anche per i valori che lo stesso esprime.
Nel 2002 la sua lista era di centro-destra o di centro-sinistra?
Era una lista civica, che prendeva dichiaratamente le distanze dalle logiche partitiche. Vuole accennare brevemente al suo percorso politico?Rimango nelle idee e nei fatti sempre coerente, e per me la coerenza con le proprie idee è più importante della coerenza con le logiche partitiche.
Perché nel 2002 si presentò da solo, e non in una coalizione?
Per salvaguardare la nostra dignità, non potevamo trascurare ciò che il P.C.I. ci aveva fatto sempre pesare, e cioè che in politica contano i numeri. La Margherita aveva il 18%, e poteva imporre un suo candidato.
Quale critica nei suoi confronti più gli pesa?
Quella di cambiare spesso partito: è una critica ingenerosa e strumentale, tendente a valutare le apparenze e non il reale contenuto delle mie azioni.
Perché Palagiano non ha mai avuto parlamentari?
Strana questa domanda…
E perché?
Palagiano non ha mai avuto parlamentari perché è un paese che ha una forte identità.
Noto una certa ironia nelle sue parole.
Mi spiego meglio: la forte identità è “nessuna identità”, ecco perché non abbiamo mai avuto parlamentari. Evidenzio anche che non c'è amor proprio.
Nelle elezioni, in modo particolare in quelle amministrative, si va alla ricerca del “volto nuovo”: lei si ritiene un “volto nuovo”?
Dal punto di vista amministrativo si, perché ho fatto solo una breve esperienza nell’Amministrazione Favale e nella prima Giunta a guida Ressa.
Cosa contesta di più a questa Amministrazione?
Lo sperpero di denaro pubblico, che abbiamo più volte evidenziato, vedi ad esempio le tante convenzioni esterne, i tanti mutui contratti con la Cassa DD. PP. per rifare il look, mentre dopo l’8 settembre erano e sono altre le priorità del nostro territorio. Contestiamo le tante promesse scritte nel Programma elettorale e poi non mantenute, come l’ex mercato all’ingrosso, contestiamo la revoca del P.R.G., con tutto quello che ne è seguito con il ripristino del P.d.F. i tre parchi promessi e mai realizzati, e la vicenda depuratore che in nove anni ci è costata dieci miliardi.
Di cosa può andare orgogliosa questa Amministrazione?
“L’alluvione dell’8 settembre è stato solo un incidente di percorso”: di queste parole, pronunciate dal Sindaco Ressa, questa Amministrazione può andare orgogliosa. Ne prendiamo atto, e ai palagianesi diciamo “Auguri!”: è quello che si merita la nostra comunità.
Alle elezioni amministrative lei è presente con ben tre liste. Come è maturata questa decisione?
Semplice: abbiamo ambizioni di governo e ci candidiamo ad amministrare il nostro Comune, con Dignità, Coerenza e Competenza. Siamo il centro destra che fa politica, che ha voce, che propone e incontra la gente, e ricordiamo agli smemorati che la nostra campagna elettorale parte da lontano.
In un eventuale ballottaggio, con quale coalizione si schiererebbe?
Come ho dichiarato nella mia conferenza stampa, valuterò quale azione sia più utile agli interessi della nostra comunità. E poi, non è detto che sia io a schierarmi, ma altri, indirizzando i loro voti sulla mia persona.
Quali sono i punti più importanti della sua campagna elettorale?
Al primo posto la sicurezza del territorio, perché pur in presenza di interventi in questa direzione da parte dell’attuale amministrazione, molto rimane ancora da fare, come ad esempio l’elaborazione di un Piano Idraulico Urbanistico Generale. Un serio sviluppo turistico, cosa non possibile se a Chiatona continuano a mancare le urbanizzazioni primarie. Una nuova area mercatale, per ridare vivibilità ad un intero quartiere. Un serio sviluppo dell’agricoltura, riguardante in via prioritaria una nuova politica per la commercializzazione dei prodotti, con una cooperazione tra pubblico e privato. La parola fine alle disfunzioni del depuratore, i cui scarichi vanno convogliati non più nel canale di Lama di Vite ma, tramite una condotta, al fiume Lenne…e tanti altri ancora. Bisogna intendere il Comune come una azienda in grado di produrre reddito.
Il suo slogan per questa campagna elettorale.
Quattro semplici parole: “Riprendiamoci la nostra Dignità”. Dignità è poter esprimere il proprio voto senza condizionamenti esterni, Dignità è chiedere e pretendere con forza una revisione dei Collegi provinciali, Dignità è il medico sul 118, Dignità è il rimborso chiesto all’AQP per un servizio non reso. Dignità è anche il voto “pensato”. A proposito, hai già fatto l’intervista al dott. Ressa?
La farò in questi giorni.
Allora mi piacerebbe chiedergli: “Caro Sindaco, questa volta cosa prometterai per poi puntualmente non mantenere?
Riferirò.
Giuseppe Favale