Stasera in piazza il primo consiglio eletto nel maggio scorso. I malumori per la giunta.Nascerà ufficialmente stasera, nella piazza centrale del paese, luogo di dibattito politico e d'indiscrezione, il Ressa bis.

Il secondo quinquennio ressiano si apre in un clima bollente, per l'estate e
per gli umori per e nel nuovo esecutivo, in particolare, in casa DS, il
primo partito palagianese.
Chi ha memoria di prima repubblica, dice che quello che si presenta oggi
sarà un governo balneare, ossia un'amministrazione dalle ore contate, o che
non nega la spiaggia a nessun politico.
E chi segue il dibattito odierno, dopo aver salutato la nomina di due donne assessore come un segno dei tempi rischia di ricredersi.
I ben informati dicono che la lotta sarebbe tutta intestina al partito del
sindaco. E del suo neoeletto vice, Giacomo Di Pietro, un siciliano
trapiantato nel regno del clementine, reo, agli occhi di molti, di aver
mantenuto la delega ai Lavori Pubblici, già sua nel precedente mandato,
arrivando, con 337 voti, primo tra gli eletti dritto dal fondo della lista
del partito della Quercia, con quella sinistra e mai ben spiegata dicitura
da "indipendente".
Ma, oltre il Di Pietro contro, anzi, inviso a tutti, ci sarebbe
l'indigesta nomina ad assessore a Bilancio e Contenzioso, Turismo,
Organizzazione Eventi e Gemellaggi di Nunzia Schiavone, legata
sentimentalmente al segretario locale dei DS, Antonio Labalestra. Giovane e
preparata professionista ma esordiente della politica, la Schiavone, per i
politici palagianesi, quelli esclusi, ha il difetto di aver preso qualche
centinaio di voti in meno di altri compagni di lista, tra i quali Pietro
Cifone, Giampiero Tinella, Gaetano Quero, e lo stesso Di Pietro. Per non
dire dei candidati che, almeno a oggi, sarebbero ancora fuori dal Consiglio
come Giovanni Gesualdo, che con 149 voti all’attivo dovrebbe rientrare con le dimissioni dipietrine, o Lella Granata e Pietro Rotolo, dai quali la Schiavone è distanziata per una quindicina di voti.
In sostanza, quella che pareva la vera esclusa dagli elettori si ritrova
"assessora" e questo, invece che creare imbarazzo in casa DS, paventando le eventuali dimissioni del più noto compagno, ha portato alla nomina assessorile, appunto.
E sarebbe proprio l'altra diessina, traghettata dalla Margherita poco prima
delle elezioni ed ex assessore ai Servizi Sociali del Ressa uno, la Granata, a rivendicare un qualche diritto a sedere in giunta.
Fatta la richiesta a Palazzo di città,
pare con la volontà di mantenere la stessa carica nell'attuale esecutivo,
la Granata sembra essere ai ferri corti proprio col sindaco. Anche Emiliano
Capalbo, della lista Udeur-Italia di Mezzo, ex consigliere poi avversario
di Ressa, poi di nuovo in corsa con lui, arrivato non proprio primo tra i
suffragati della sua lista, si ritrova assessore alle Politiche della
solidarietà e Piano sociale di Zona.
Saranno pure le competenze acquisite da operaio Ilva, inoltre, ma altre perplessità vengono dalla nomina ad assessore a Ecologia e Ambiente, Parco delle gravine e Parco delle pinete, di Salvatore Cirillo, secondo nella lista PDC-Verdi. Cirillo è distanziato di 100 voti dall'altro rappresentante della sua lista, Salvatore Monaco, di cui a tuttora non si ha notizia.
Cirillo è cognato dell'ex assessore Nunzio Bove, candidato nella stessa
lista e terzo tra i suffragati.
Con le dimissioni, poi, dell'assessore alla Tutela della salute e Igiene pubblica
Mario Cetera dalla carica di consigliere, subentrerà il terzo degli
eletti della lista civica Con Rocco Ressa Sindaco, Domenico Latagliata .
Nulla è dato sapere del secondo eletto, Salvatore Pucci.
In attesa di delucidazioni dal Consiglio straordinario di stasera, in sostanza, pare che i giochi siano stati stravolti non solo dagli accordi preelettorali e dai risultati delle urne ma anche per evitare ingressi "scomodi" in Consiglio e poco graditi al leader o ad altri consiglieri. Fosse così, ad altri esponenti della maggioranza, come ad esempio a Pietro Cifone, sarebbe stato chiesto qualche sacrificio. Vero è che, almeno a stare ai comunicati ufficiali, molte deleghe sono ancora nelle mani di Ressa, in primis l'Agricoltura, mai più assegnata dai tempi dell'ex assessore
Franco Parisi.
Nella situazione palagianese si sarebbe verificata, insomma, quella pratica che va sotto il
nome di "familismo amorale", una teoria che, sulla scia degli studi
dell'antropologo americano Edward Banfield, portò qualche anno fa la sua
collega Dorothy Louise Zinn, nella vicina Basilicata, a Bernalda, per
un'inchiesta sul favoreggiamento del parentado tra gli amministratori
locali.
Se davvero la prassi fosse questa, allora Palagiano sarebbe ancora
territorio tribale, familismo e intrecci familiari invece del rispetto
per eletti ed elettori.
Pare anche esserci, oltretutto, la corsa al consigliere piuttosto che quella
all'assessorato, per timore di esser fatti fuori al primo errore. Ecco perché
si assiste alla fiera delle deleghe.
Per fortuna di Ressa e sfortuna del paese, l'opposizione, tramortita dal
deludente risultato, è chiamata alla prova del saper fare opposizione perché
le sconfitte quando bruciano tolgono anche energie vitali. Nelle file dell'opposizione si guarda anche a una testa calcolatrice, qual è quella del fisico Vito Cervellera, che, con l'Arca, volle fare il Noé e che, invece, a risultato acquisito, ha fatto passare i suoi calcoli, invece che d'astronomia, d'astrologia.
L'altra domanda che serpeggia nelle calde mattonelle palagianesi è: perché
Ressa, sindaco che sa parlare d'attualità, fa cose nuove con metodi vecchi?
E' stato scritto, in Flatlandia di Edwin Abbott e Cronache Marziane di Ray
Bradbury, che i governanti che praticano società verticistiche portano
quelle società all'autodistruzione. 

Lorella Perniola