Densità di significato e di programma per “L’Arca”, la nuova associazione politico culturale costituitasi a Palagiano pochi mesi fa. Novelli argonauti gli associati, età media tra i 20 e i 50 anni, intendono cercare volti e intelligenze nuove in grado di imbarcarsi alla ricerca del vello d’oro. Fuor di metafora, nel solco della dottrina politica di Moro e Berlinguer, il neo-movimento intende alimentare il locale humus socio-politico “creando una nuova classe dirigente”, afferma il l’ingegner Vito Cervellera, tra gli attivisti della prima ora. A sinistra ma “aperta al mondo cattolico-laico-moderato, l’associazione si prefigge lo scopo di rinnovare e moralizzare la politica con il coinvolgimento di tutte le forze che si rivedono in tale progetto”, recita uno dei primi articoli dello Statuto. Nocchiero dell’Arca il Prof. Franco Parisi, ex assessore all’Agricoltura del comune jonico e dirigente provinciale D.S.: “La politica, a Palagiano come ovunque, ha bisogno di recuperare l’impegno morale poiché senza morale si snatura l’agire politico – dice, aggiungendo che – se prevale il personale il collettivo non esiste: abbiamo bisogno di politica, partecipazione, democrazia”. La linea programmatica del movimento nasce da qui, dalla convinzione che “spesso nell’ambiente politico c’è più apparenza che sostanza… – continua Parisi - Si finge la ricerca del consenso su decisioni già prese: alla fine gli elettori si sentono e sono strumentalizzati”. Invito all’impegno e al consenso partecipato, quindi, rivolto soprattutto ai giovani: “A Palagiano c’è il vuoto politico perché da sempre c’è solo personalismo e manca una classe dirigente che sia di reale crescita per il territorio…- dice ancora il Professore - Stare insieme consente ai ragazzi, a chi si avvicina in modo non pregiudiziale alla politica, modelli e prospettive da discutere e condividere”. Sfida ardua ma accattivante, perciò, quella di smuovere le acque del mare nostrum politico-culturale locale nel quale ancora troppi sono i giovani tra i trenta e i quarant’anni, uomini e donne, in possesso della sola licenza media. E sono in buona parte donne, di diverso orientamento sociale, le fondatrici pronte a salpare con l’Arca, fenomeno decisamente inconsueto nel panorama cittadino. Proprio alle donne, infatti, saranno rivolte alcune tra le molte iniziative che il movimento ha in cantiere per avviare e sviluppare il dibattito sul territorio. I soci, infatti, intendono promuovere convegni e incontri, divulgare materiali informativi, diffondere notiziari, pubblicazioni a stampa e informatiche. Il vento di rinnovamento grazie al quale l’Arca intende muoversi invita anche i giovani dell’intellighenzia palagianese a unirsi alla neonata associazione. A loro il movimento vuole offrire la possibilità concreta di essere protagonisti della rinascita di un territorio nel quale troppo spesso poco si crede e ancor meno ci si impegna. Se è vero, infatti, quanto afferma Habermas, che non vi è cittadinanza attiva senza discussione, la persistente mentalità borbonica del nostro sud non eviterà neanche ai giovani provvisti di adeguati strumenti culturali di continuare a delegare stancamente a terzi il futuro del proprio corpo sociale.
Se quello è lo scopo a cui tendere, allora, nella waste land palagianese è necessaria una dialettica critica e costruttiva. Ne consegue che di qualunque colore si tingano, di questa come di ogni altra prospettiva funzionale alla crescita politico-culturale del territorio, è bene che Palagiano senta sempre la vitale esigenza.
Lorella Perniola