Non per l'imu, non per la Tia, ma per il potere. Primo Consiglio operativo dell’amministrazione di Gaetano Tarasco: in bianco. Mancavano tre consiglieri di maggioranza, per protesta, e uno perché in crociera, ma proprio in questi giorni la crociera?, s'è chiesto il malizioso di turno.
I malpancisti, come si suole dire, poiché oggi è la pancia che detta il "che fare?, erano Simone Lippolis e Domenico Latagliata di “Palagiano in crescita”, proprio la lista di Tarasco, e Mauro Tagariello, di Api. Il consigliere in crociera era Salvatore Monaco di Io Sud. Il Consiglio era convocato per le 19,30; passa la mezz'ora accademica, le facce della maggioranza sono eloquenti, l'opposizione capisce che i malpancisti hanno mantenuto la parola e chiedono l'apertura della seduta. Dopo l'appello lasciano l'aula e il consiglio viene aggionato di un quarto d'ora. Le convulse telefonate, facce sempre più stranite, i quarti d'ora passano uno dietro l'altro, l'opposizione torna in aula, fa fare l'appello, seduta deserta, da riconvocare, chissà quando, notte di conciliaboli sul municipio. Il sindaco riceve il "Corriere" nella sua fresca stanza.
Sindaco, la stampa è come i medici, arriva quando qualcosa non va.
Inutile nasconderlo, non m'aspettavo queste assenze. Ho formato la giunta e distribuito le deleghe dopo aver sentito tutti, dopo aver constato che non avrei avuto alcun contrasto. Invece...
Invece?
Prudenza, m'appello al senso di responsabilità, alla collegialità, al dovere di servire il proprio paese.
Sindaco, oltre all'appello alle pie intenzioni, delle quali è lastricato l'inferno, i suoi consiglieri che cosa hanno combinato e perché?
Una scorrettezza verso di me e i colleghi di maggioranza, per non averci avvisato prima, la brutta figura fatta in Consiglio…
Davanti alla città. Fuori c'è brusio, il sindaco non nasconde la sua ritrosia a continuare l'intervista.
Ultima domanda sindaco. Ed ora?
Li incontrerò tutti, approfondiremo, cercheremo di capire che cosa non va e di rimettere al centro della nostra azione il bene comune.
A suo modo grave è anche l'atteggiamento del leader dell'opposizione Ciccio Serra. “Ho detto al sindaco che se vuol essere, come dice il sindaco di tutti, dev'esserlo prima della sua maggioranza. Assuma anch'egli le sue responsabilità. Vero è che me lo ha detto scherzando, ma il problema che ha dev'essere ben pesante se ha detto a noi di entrare in maggioranza”. “Eppure, s'assevera Serra, il consiglio era importante: avremmo dovuto formare le sei commissioni di sette membri ciascuna, avremmo dovuto fissare la tariffa per i rifiuti e il tasso comunale per l'Imu. Invece son prevalse le ragioni personali ...”.
Che sarebbero?
Il potere. I tre protestatari non hanno mai condiviso l'ingresso in maggioranza di Cervellera, figurarsi la nomina ad assessore. Ma dicono che la loro lista sia poco rappresentata. Di fronte all'Udc sovra rappresentata, con due deleghe pesanti”.
Serra sa muovere la piazza, “stasera (ieri sera, ndr), dice, informeremo la città di ciò che è successo in Consiglio, il primo consiglio di Tarasco e diremo che cosa accadrà se questo è l'inizio”.
In effetti, il problema di Tarasco, sindaco "estratto dal suo studio col forcipe", per usare il suo gergo da ginecologo, per salvare un centrosinistra in affanno e far da bussola all'Udc in cerca del carro vincente, è di essersi trovato alle prese col peggio del vecchio modo di far politica, il "pi mia che c'è”, il più decrepito, quello che ha portato la politica al più alto livello di disistima.
Ora a Tarasco tutti, maggioranza e minoranza, chiedono la cosa più facile: manda via gli autori di questo malcostume e ripartiamo. Ma si può mutilare una maggioranza, prima che cominci il suo percorso? Ci si può incamminare da subito sotto il peso del voto singolo, che spostandosi di qua o di là, sarà decisivo? Al tutti contro tutti? Può annullarsi nella vecchia politica uno che, creduto da tutti, ha accettato di entrarvi per spirito di servizio alla comunità?
Michele Cristella
Fonte: Corriere del Giorno