Il medico prudente. E' indaffarato nella sala del trono, GaetanoTarasco, il medico che con la sua immensa popolarità acquisita da ginecologo che non conosce il "no", ma che pratica la gratuità e perché religioso praticante, ha mantenuto l'amministrazione nel centrosinistra; ma in una pausa fra una firma e un ascolto, da il "la" alla conferenza stampa: "Si parte, ma nessuna partenza è al massimo".
E in effetti qualche punto dubbio si trova nel primo avvio: il ritardo nel conferimento delle deleghe assessorili e consiliari e, spulciando fra queste si scoprono sovrapposizioni e specificazioni che daranno adito a "conflitti di attribuzione", bisognosi di arbitrato, e molte deleghe trattenute dal sindaco. Ma Tarasco suole avere la quiete curiale dei tempi lunghi; "Ogni cosa andrà al suo posto, caso per caso, man mano che si presenteranno problemi".
La giunta di Tarasco sulla carta non pare composta da titani; ma invece ha almeno tre pezzi da 90 della politica palagianese: Maria Grazia Mellone, vicesindaco, e capogruppo del Pd ressiano, un crogiolo ai cui stritolamenti resisteva solo chi avesse una forte personalità; Michele Arnatulli, l'anima di ferro dell'UdC paesano, caduto nel dinastismo scaleriano; e Vito Cervellera, che per due volte consecutive, con un piccolo vascello di lista civica ha sfidato le flotte di centrosinistra e centrodestra ed è capace di dirsi insoddisfatto anche dinanzi ad una irrequieta "prima donna" qual è Vendola. A costoro, pessimi clienti per tutti perché di scarsa obbedienza, si aggiungono Salvatore Petrocelli di lo Sud e Orlando Rinaldo di Api. Chiude il cerchio della rappresentanza di tutte le liste della coalizione Salvatore Cirillo, di Palagiano in crescita, con il prestigioso incarico di presidente del consiglio. La Mellone si occuperà di Servizi sociali per gli immigrati e di politiche giovanili, Amatulli ha responsabilità in uno dei settori più pesanti, qual e l'urbanistica e l'edilizia scolastica; Cervellerà si occuperà di Affari generali, cioè degli uffici e del personale, della macchina amministrativa, che può essere rallentata o accelerata a proprio piacimento dai burocrati. Petrocelli si occuperà di Lavori pubblici, cioè quasi nulla e di commercio, la sempre più bollente patata di un settore in crisi. E Orlando di protezione civile e territorio. Tarasco ha abbondato nell'assegnare deleghe ai consiglieri, ma il potere senza il potere di firma vale la carta su cui è stato conferito.
E' stata notata l'assenza di due "padrini", non di mafia ma di battesimo: Antonio Scalera e Rocco Ressa. Capitoli chiusi, o inciampi, se Tarasco ha scelto di andar da solo? Oppure gentiluomini, se hanno lasciato al sindaco tutta la vetrina?
Ma la politica italiana ha gentiluomini?
Estratto da un articolo di Michele Cristella
Fonte: Corriere del Giorno