Intervista alla sezione del Popolo della Libertà.

Il coordinatore locale. La faccenda Meloni. Il quinto bus.

La raccolta di firme. L’Aventino comunale.

Si presenti.

Na parola! Prima ero Forza Italia, poi Casa delle Libertà, Polo del Buongoverno, Popolo della Libertà, ora si vorrebbe tornare all’inizio.

Ho capito, andiamo oltre.

Si, è meglio.

Del Partito Democratico si sa praticamente tutto, di lei invece…

Non è un problema, lei chieda, io rispondo.

Per prima cosa, vorrei capire bene chi è il coordinatore locale.

Iniziamo con le domande difficili.

E perché. Avete messo un cartellone, sembra sia Chiarelli.

Hai presente quei quadretti di terracotta, “Il padrone di casa sono io, ma chi comanda è mia moglie?”

Quella è la situazione in questa sezione.

Si spieghi meglio.

Ancora non si sa chi comanda. Ciccio Serra detto Francesco, dice che comanda lui, Aldo Marangione e Francesco Mancini confermano. Donato Borracci detto Ello, afferma il contrario, e alcune voci lo confortano.

Che voci?

Ancora non l’ho capito, sembrano provenire dalla piazza.

Chi ha più seguaci, dei due?

Serra dice che è ben protetto, alcuni esponenti regionali e provinciali lo hanno sostenuto sui network contro Ello. Borracci è più guardingo, non svela le sue mosse.

Ci vuole raccontare la faccenda della Meloni?

Volentieri. Durante le ultime amministrative, il Partito Democratico aveva dei problemi con Maria Grazia Mellone, e incaricarono Pinuccio Mappa detto Avv, di farci una proposta, una sorta di baratto.

  1. Quale.

Noi vi diamo la Mellone, voi ci date la Meloni, che allora stava nel PdL. Ne parlammo a lungo, Serra era favorevole, perché la Mellone era stata sua insegnante di catechismo, Borracci era contrario, perché una volta, uscendo dal bagno, la Meloni gli aveva detto “ciao”. Dopo una lunga discussione, si decise di fare una controproposta: la Meloni non è trattabile, ma possiamo darvi Giacomo Di Pietro e un chilo di fave sgusciate, in cambio della Mellone.

Ma Di Pietro non era del PdL!

Lo so, speravamo non se ne accorgessero, ma non se ne fece niente.

Quanti pullman partirono da Palagiano per Bari, quando venne Berlusconi.

Innanzi tutto vorrei capire se questa sia una domanda seria, perché il nostro Presidente su certe cose è molto riservato. Con i giudici di Milano poi, è bene essere cauti.

Ma cosa ha capito? Quando a Bari Berlusconi tenne un comizio…

…si …si, ora ci sono, avevo frainteso. Partirono quattro pullman, tre per la truppa, con Ciccio come controllore, e uno per i sergenti, con Ello.

Veramente io sapevo di un quinto bus, per gli ufficiali.

…ancora! Di ufficiale non c’è niente, e comunque al massimo si vede qualche sottotenente.

Durante le ultime amministrative, fu avviata dal Partito Democratico una raccolta firme, per far venire a Palagiano il senatore Lino Nessa, per un comizio.

Quelli hanno la capa fresca…

Andiamo avanti. Un ricordo piacevole.

Quando Ciccio Serra divenne candidato Sindaco del centro destra.

Un ricordo doloroso.

Quando Ciccio Serra divenne candidato Sindaco del centro destra.

Che fa, copia le risposte della sezione del Partito Democratico?

Purtroppo no, questa è la realtà. Da allora non ci raccapezzo più niente. Tutti felici e commossi durante la presentazione del candidato, baci ed abbracci sul palco, e poi in privato sembrava la notte del 30 giugno 1934.

Cioè

La notte dei lunghi coltelli. Si faceva a gara a chi ce l’avesse più lungo.

Cosa?

I coltelli! Di cosa stiamo parlando! Ello entrava sempre con la spada sguainata, urlando frasi incomprensibili, mentre Serra si mostrava calmo, ma di nascosto affilava la sua lama. Non so se si possa dire, Ciccio aveva anche la patta sbottonata.   

Chi si prende cura del locale?
Il custode ce l’abbiamo per il provinciale. Qui c’è solo chi spegne e accende la luce.

Si parla tanto di Aventino parlamentare, per la persecuzione giudiziaria di Berlusconi: pensate ad una iniziativa analoga, in Consiglio comunale?
Se n’è discusso. Dopo aver spiegato a Francesco Mancini  che non si trattava di una gita su di un piccolo tratto di spiaggia a Marina di Venti (“andiamo a Ventino”), Ello ha parlato per trenta minuti, sostenendo che nessuno lo spinse durante la persecuzione politico/amministrativa, di cui fu vittima. Pronta la replica di Ciccio, dando ampie assicurazioni che, nelle prossime amministrative, la spinta a Ello la darà lui…

Pace fatta?

… dal balcone!

Ho capito, sembra che ogni speranza sia compromessa.

Mi consenta una battuta, e chiudiamo.

Prego.

Più che “compro-Messa”, perché i celebranti sono due, direi piuttosto “compro – Ressa”.

 

Non capisco, ma mi adeguo.

 

Giuseppe Favale