La Madonna listata a lutto, il Cristo martoriato.Eā questa lāimmagine più forte di un evento religioso colmo di simboli che nel tarantino si mescolano col folklore. Ā Rito comune a più dāuna religione, la Pasqua cristiana, imparentata con lāantica PesĆ ch (in ebraico āpassare oltreā), durante la quale gli ebrei immolavano agnelli al plenilunio di primavera, cospargendone il sangue su abitazioni e bestiami per proteggerli dal male, si sovrappose ai culti pagani legati ai festeggiamenti per il risveglio della natura. Nei paesi anglosassoni, infatti, lāodierna Easter (Pasqua) trae origine dal nome della mitica Eostre, dea della primavera e della fertilitĆ dei campi. Alla stessa maniera, l'uovo, simbolo della vita, oltre che decorato, al cioccolato o prezioso come un FabergĆ© russo, si ritrova nelle tradizioni pasquali della cucina contadina.I popolari riti della Settimana Santa jonici, affini allāispanico āteatro de los misteriosā, a Palagiano sono legati in parte alla Chiesa madre dellāAnnunziata, giĆ dagli inizi del Novecento. Qui sono conservati i āMisteriā, le suggestive sculture evocatrici della Passione di Cristo, esibite in processione il VenerdƬ Santo. Tra le tante, la pesante croce in legno su cui posa la Sindone ĆØ la più antica.I sacri simulacri sono affidati alla āConfraternita di Maria Santissima Annunziataā, oggi aperta alle donne, erede di quelle di Maria del Monte Carmelo e del SS. Sacramento, di origine settecentesca. Queste ultime, in passato, si occupavano ognuna delle processioni del venerdƬ sera e del sabato mattina, invertendosi lāanno successivo. Fino a qualche decennio fa unāasta pubblica assegnava il privilegio di portare a spalla le statue. Oggi sono in molti i giovani che partecipano volontariamente a questo rito collettivo. Solo alle donne del āGruppo Marianoā, però, ĆØ consentito vestire e trasportare la statua dellāAddolorata. Molte le tradizioni che preparano la Settimana Santa: qui, ogni sabato pomeriggio di Quaresima, ci si reca in preghiera, ancora a piedi, presso il santuario rupestre di āsottā a Motlāā (sotto a Mottola), dedicato alla Madonna del Carmine. Di recente il pellegrinaggio si ĆØ svolto anche verso la cappella della Madonna della Stella. Il percorso ĆØ spesso vissuto come espiazione o richiesta dāaiuto. Non a caso, legato agli stessi temi e allāimmagine del Cristo morente, nella tradizione orale sopravvive il detto ātuttāii lāagghā mānet li chiuvā a Crist? (Tutti io li ho conficcati i chiodi a Cristo?), a indicare le sofferenze della vita. Antiche nenie come āIl verbo di Dioā e āSettimana Santaā raccontano la Passione in versi dialettali, narrando il timore reverenziale legato al sacro della religiositĆ contadina. Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Dalle stesse radici, la consuetudine culinaria: i taralli con finocchio o zucchero e le colombe, una volta cotti nei forni a legna; la pasta fresca, il marro di frattaglie e l'agnello "cutturidde" con cipolle, lampascioni o patate aromatizzare, in passato appannaggio dei ricchi proprietari terrieri; le erbe amare, le focacce con le verdure e i dolci, dalla torta āPasqualinaā alla classica colomba con le mandorle, allāagnellino di zucchero o āpasta realeā. I pupazzi di marzapane con lāuovo sodo nei tempi andati avevano decori diversi, a seconda che fossero donate ai bambini o alle bambine di casa, da mangiare solo dopo i rintocchi a festa del campanile della Chiesa. La āscarceddaā, una ciambella con le uova sempre dispari, si donava ai fidanzati o ai bambini.Dono classico anche le croci di foglie di palma intrecciate, in antichitĆ regalate ai parenti accompagnandole allāaugurio āchessā ĆØ la palm e dammā lāuovā (questa ĆØ la palma, dammi lāuovo), a intendere la āscarceddaā o una piccola somma di denaro. Molti rispondevano āla jaddina mej no nāha fattā iov joscāā (la mia gallina non ha fatto uova oggi).Parole, simboli e segni che raccontano di sacrificio e rinascita, miseria e abbondanza. La programmazione odierna dei riti, invece, si ripete in gran parte identica negli anni: la Via Crucis per le vie del paese durante la Quaresima, la benedizione dei ramoscelli dāulivo in piazza per le Palme, la messa della Cena del Signore il GiovedƬ Santo, col rito della lavanda dei piedi e la successiva visita ai Repositori delle tre chiese locali, nellāuso popolare impropriamente detti āSepolcriā, seguita dalla silenziosa veglia notturna. Il venerdƬ sera, la Processione dei Misteri dallāampia presenza popolare. La solenne veglia del sabato notte, con la straordinaria simbologia della luce, conclude i riti celebrando la Resurrezione. NovitĆ di questāanno il recital sulla passione di Cristo di Giovani e Giovanissimi dellāAzione Cattolica della parrocchia San Nicola.Uguale a se stessa, purtroppo, anche lāassenza della musicalitĆ caratteristica dei riti jonici. Da qualche anno, a Palagiano i riti sono muti: pare non esserci la giusta sensibilitĆ per le toccanti composizioni caratteristiche della Passione di Cristo in terra tarantina.Ā
Ā
Lorella Perniola