Le notizie relative agli anni della I Guerra Mondiale, sono povere. Affiorano nei ricordi dei figli e dei nipoti dei combattenti o di qualche anziano. Sono ricordi dolorosi di morte, di privazioni, mutilazioni e malattie rimasti indelebili nella loro memoria. I giovani che partirono per i fronti di guerra erano, giovani braccianti agricoli, in buona parte analfabeti, si esprimevano solo in dialetto.Nelle caserme incontrarono giovani coetanei dellโ€™Italia del centro e del nord coi quali, a malapena, si intendevano.La disciplina era ferrea, dopo qualche mese di addestramento nelle caserme del napoletano, furono avviati alle zone di combattimento.Nelle stesse zone furono mandati anche molti padri con diversi figli a carico e, a volte, piรน componenti dello stesso nucleo familiare, nonostante i divieti della legge.Le campagne, specie quelle del feudo, rimasero incolte e tenute a pascolo; i piccoli appezzamenti delle famiglie degli agricoltori venivano coltivati dalle donne e dai ragazzi che abbandonavano la scuola o frequentavano saltuariamente.Allโ€™inizio del conflitto, le cittร  pugliesi che si consideravano lontane dalla guerra, subirono, al contrario, i primi bombardamenti. Taranto, Brindisi, Bari e Varano dove si erano allestiti i primi aerodromi, furono bombardate; tali azioni di guerra ebbero un effetto devastante sulle popolazioni che considerarono il pericolo presente, in ogni momento.Dai campi di guerra giunsero presto i primi feriti e i soldati che riuscivano a ottenere brevi licenze, informavano la gente del paese sulla situazione della guerra.Non tutti i soldati che operavano in combattimento erano in grado di scrivere ai propri cari che rimanevano senza notizie per molto tempo; le lettere venivano scritte e inviate alle loro famiglie dai graduati, che si occupavano di informarle sullo stato dei loro soldati.Ad aggravare le condizioni provocate dalla guerra venne lโ€™epidemia di tipo influenzale, la โ€œspagnolaโ€.Lโ€™epidemia, proveniente dalla Spagna, si contraeva per contagio e si diffuse rapidamente in tutta lโ€™Italia, favorita dalle pessime condizioni igieniche delle popolazioni, prive particolarmente di acqua e di servizi igienici.La malattia si presentava con febbre alta che portava al delirio e, spesso, alla morte. Non si conoscevano medicine idonee per combatterla e si usavano comuni disinfettanti e lโ€™aceto.Nel nostro Comune ci furono parecchi casi, anche mortali; le case erano piccole, le famiglie numerose e il contagio era inevitabile: i piรน gravi li allontanavano dalle case e li portavano nel lazzaretto, posto in via Matera, da cui difficilmente si usciva vivi.Lโ€™epidemia si protrasse oltre la fine della guerra.La guerra vittoriosa non portรฒ benefici alle popolazioni del Sud se si eccettuano le assegnazioni di piccoli appezzamenti di terre incolte e paludose, le cosรฌ dette โ€œTerre dei Combattentiโ€ ai reduci. Nel nostro Comune vi fu lโ€™assegnazione di una rivendita di sale e tabacchi a due mutilati e un posto presso la โ€œSocietร  Elettrica Puglieseโ€ a un altro.Molti non ebbero nulla; ripresero le attivitร  consuete e, in mancanza dโ€™altro parecchi emigrarono. La guerra causรฒ la morte di 40 nostri concittadini e numerosi feriti, tra cui un โ€œgrande invalidoโ€.

I combattenti della I Guerra Mondiale ebbero il riconoscimento ufficiale di โ€œCavalieri di Vittorio Venetoโ€ dalla Repubblica e nulla dalla Monarchia.

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ย ย Fonte: Memoria storica del nostro โ€˜900, di Michele Orsini