Le Lame
Ā Le lame che attraversano il nostro territorio da Nord a Sud partono dalle colline delle Murge tra Palagianello, Mottola e Massafra, e sono: Lama di Vite, Lamuscedd (Piccola lama), Lama di Lenne.
Lama di Lenne.Ā Eā attraversata dal fiume omonimo ridotto ad una rigagnolo nella parte superiore del corso, mentre nella parte terminale diventa un vero fiume, che sfocia nel Mar Jonio, in localitĆ Venti (āVentiā era il casello ferroviario n. 20 sulla linea Taranto ā Reggio Calabriaā).Ā Ā
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Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Lame e Gravine
Il territorio di Palagiano ĆØ caratterizzato da solchi di erosione che, pur avendo la stessa prigione, hanno un aspetto morfologico differente: le gravine e le lame. I corsi dāacqua che li hanno originati si sono sovrimposti ed il modellamento della superficie ĆØ avvenuto per erosione normale, legata agli agenti meteorici, e per erosione carsica nei tratti di roccia di natura calcarea.Mentre le gravine sono solchi di erosione stretti e profondi, con pareti assai ripide e con sezione trasversale a āVā, le lame sono incisioni poche profonde, con decorso più o meno regolare e sezione trasversale a āUā molto aperta. Dal punto di vista morfologico il territorio ĆØ limitato ad est dalla Lama di Lenne, che in prossimitĆ della costa diventa il fiume Lenne e raccoglie le acque provenienti dalla gravina di Palagianello e di Mottola, e ad Ovest dal fiume Lato, che raccoglie le acque rinvenenti dalle gravine di Laterza e Castellaneta. Le lame circondano lāabitato urbano quali: la Lama di Lenne e la Lama dāUva, che allāaltezza della masseria Simeone riceve il ramo formato dalla Lama di Vite, proveniente dalla parte sud dellāabitato.Le lame sono disposte parallelamente fra loro con direzione prevalente Nord Sud ed hanno funzione di drenaggio delle acque meteoriche, provenienti dalle Murge.Partendo da Oriente verso Occidente si rinviene la Lama di Vite (con la Lama dāUva), la Lama di Lenne e la Lama di Castellaneta. Queste cosituiscono la parte a valle delle incisioni esistenti nel territorio Murgiano e premurgiano (le gravine). Nella Lama di Vite infatti confluiscono le acque provenienti dalla fascia a Sud di Mottola, oltre quella della Lama dāUva, in cui convergono gli apporti idrici delle gravine di Petruscio e Capo di Gavito, e si immette, attraverso il Canale Marziotta, nel fiume Lenne. La gravina di Palagianello, nellāattraversare lāarea pianeggiante dĆ origine alla Lama di Lenne e, prima di sfociare nel Mar Jonio, diventa fiume Lenne, drenando il Canale Vega. Una piccola parte di Palagiano ha come limite orograficoĀ la Lama di Castellaneta, che continua nel fiume Lato.I pendii delle lame vengono sfruttati a scopo agrario con tipologie colturali miste; solo in qualche zona più accidentata si conservono ancora i resti della vegetazione spontanea di canneti o di macchia mediterranea che un tempo caratterizzavano il paesaggio palagianese.
Lama di Vite. Ā Lāincisione della Lama di Vite confluisce alla foce del fiume Lenne attraverso il canale artificiale Marziotta, poichĆ© lo sbocco diretto a mare ĆØ impedito dallo sbarramento naturale dei cordoni dunari. Lāimpianto di depurazione scarica le acque depurate nella Lama di Vite, convogliate attraverso il Canale Marziotta al fiume Lenne, per poi sfociare a mare.Ā
Fonte: Agenda 21.Ā
LE LAME
Palagiano, di Fernando Ladiana.
Ā A differenza di quasi tutto il territorio occidentale tarantino, solcato dalle gravine, lāagro palagianese ĆØ attraversato da lame: Lama di Lenne e Lama dāUva ā di Vite.Le lame sono depressioni superficiali erosive, originateĀ dagli scoli meteorici, e la loro sezione trasversale aperta le differenzia dalle gravine (più profonde, strette e con pareti ripide). In genere i pendii delle lame vengono sfruttati ad uso agrario, e solo in qualche zona più accidentata si conservano ancora resti della vegetazione spontanea di canneti o macchia mediterranea.
Lama di Lenne. Eā in pratica parte integrante del sistema idrografico dellāomonimo fiume, e si sviluppa a sud-ovest dellāabitato. Inizia dallāagro mottolese a Sud della masseria Le Grotte, per poi proseguire attraverso la gravina di Palagianello. Successivamente penetra nei conglomerati sabbiosi in contrada La Pila fino al ponte di Lenne, in corrispondenza di impluvi impermeabili affioranti presso le sorgenti naturali di Fontana del Fico, Fontana di Trovara e Fontana di Calzo, dove si sviluppa la lama vera e propria.
Lama di Vite e quella dāUva. Costituiscono il bacino naturale di scorrimento delle acque piovane, provenienti da buona parte dei territori di Palagiano e Massafra. Percorre il suo tratto, biforcandosi, proprio a confine dei due Comuni. Uno dei due bracci costeggia le masserie Fontana, Lamoscella e Cisterna Iazzari, mentre lāaltro risale dalla masseria Simeone verso la contrada Lo Scollato presso la pozzella dei Cecci. Qui il percorso diventa unitario (Lama di Vite) e si dirige verso la contrada Leccarda e la masseria Torrione e la Fontana dāAlbanello, per poi proseguire nel canale maestro dāAlbanello, nel canale Marziotta e poi nel fiume Lenne.Ā Ā