Il suo nome è stato associato più volte alla questione del Pino di Lenne, e qualcuno afferma che, osteggiandone la realizzazione, lei avrebbe impedito lo sviluppo turistico del nostro territorio. Cosa ha da dire al riguardo?Non pretendo che tutti abbiano capito quale progetto c’era (ed ancora c’è) dietro quell’operazione, ma è una battaglia vinta di cui sono fiero. Non si può riassumere in poche battute una vicenda così complessa che dura dal 1979, però posso darti alcune coordinate. La struttura è stata costruita senza le regolari autorizzazioni, e dunque abusivamente. In effetti si tratta di una vera e propria lottizzazione in Variante al P.d.F.  E ciononostante, il 1980 fu inaugurata in pompa magna, con tanto di Autorità, dal Prefetto al Provveditore agli studi, a vari Onorevoli democristiani. La Regione Puglia approvò il progetto, ma con una serie di prescrizioni irrealizzabili, la notte del 30 maggio 1980: il giorno dopo sarebbe entrata in vigore la Legge Regionale n° 56 che impediva (e impedisce!) qualunque Variante al P.d.F. fino all’adozione del P.R.G.! Come si ricorderà, io subii anche una pesante aggressione nottetempo legata, come accertò la Questura, al mio diniego dell’autorizzazione. La vicenda finì nella relazione della Commissione Parlamentare Antimafia e, in quel periodo, si parlava di riciclaggio di denaro sporco in imprese turistiche sulle coste pugliesi.  Scoprimmo, poi, che nella originaria Società   vi erano anche amministratori di Palagiano! Per quell’affare, furono fatte cadere molte amministrazioni, a cominciare da quelle da me presiedute: perché nell’Amministrazione Comunale, ci sono sempre stati i referenti politici di quella operazione, come ho pubblicamente e più di una volta denunciato! L’obiettivo più complessivo era di monopolizzare l’intera area di Venti e di parte della pineta:  quando si insediò la mia prima Giunta, scoprii (e bloccai) la richiesta di utilizzare la via spartifuoco nella pineta, per accedere alla spiaggia, senza dimenticare, con l’arrivo dell’arroganza dei napoletani, alle zattere per utilizzare il fiume Lenne per raggiungere la spiaggia e la parte destra della spiaggia abusivamente occupata per gli ombrelloni e i pedalò, scacciando gli abituali bagnanti. A tutt’oggi, con tutte le Amministrazioni che si sono succedute,  nessuno gli ha rilasciato l’autorizzazione, e non credo che avessero tutti paura di Anzolin! La verità è che, nel 1987, con una Sentenza che fece dottrina, il Pretore di Taranto Dott. Sanarica, a conclusione di una indagine accurata e di un forte processo, condannò i titolari del Pino di Lenne per abusivismo edilizio, danno ambientale, e ne ordinava la demolizione, il ripristino dello stato dei luoghi ed il risarcimento di £ 80.000.000 per il danno ambientale arrecato ad un territorio pinetato, tra l’altro, assoggettato ad ogni vincolo paesaggistico-ambientale-idrogeologico. La Sentenza  fu confermata in Appello ed in Cassazione, per cui, il 16 ottobre 1989 divenne definitiva, ed il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Lecce intimò all’Amministrazione Comunale di dare esecuzione alla Sentenza. A tutt’oggi, questo non è avvenuto, anche se il 1991 avviammo la procedura di acquisizione al patrimonio del Comune, complice ritardi compiacenti, connivenze e la legge sul condono. Ma la struttura non è condonabile, la società (anzi, la Curatela Fallimentare, visto che la società è dichiarata fallita dal 1987) ha perso tutte le cause al TAR (a proposito, sai quanto era il capitale sociale della poi fallita S.r.l. Pino di Lenne che diceva di fare investimenti per miliardi? 20 milioni di vecchie lire!).Quanto al turismo, se avessero davvero voluto investire nel settore, beh! Come gli avevamo pure suggerito, avrebbero potuto costruire il Villaggio in una zona non vincolata, a distanza dalla pineta, come voleva (e vuole) la legge!In conclusione, penso che i Palagianesi devono ringraziarmi, se ancora possono tranquillamente andare a Venti a fare il bagno!
Quale giudizio dà dell'attuale Amministrazione Comunale?Rifammi la domanda dopo il 13 giugno!
C'è una domanda che non le ho fatto, e alla quale le sarebbe piaciuto rispondere?Non so. Forse tante! Però approfitto per raccontarti due o tre cose che mi stanno a cuore. Sai qual' è stata la prima opera realizzata quando sono diventato Sindaco e per la quale, ancora oggi, incontro qualche anziana donna che si dice riconoscente? La nuova condotta che collegava il serbatoio dell’acquedotto pugliese presso la stazione ferroviaria all’abitato: 3 Km di tubo che non si riuscivano a fare, mentre Palagiano soffriva la sete e bisognava andare a prendere l’acqua alle fontane. Risolvere il problema dell’acqua, dopo quello delle case popolari, mi dava una forte emozione: erano proprio quei bisogni elementari delle masse popolari che tante volte avevamo evocato!Sai quale fu un altro gesto davvero “rivoluzionario”? Quello di concedere la delega al Responsabile della Sezione Servizi Demografici (il compianto Nino Ciriello) per rilasciare e firmare i Certificati. Una vera rivoluzione! I cittadini non dovevano più andare dal Sindaco o dall’Assessore a “chiedere il favore” di firmare un certificato (si, anche questa elementare sottrazione di un diritto c’era a Palagiano, con le Giunte D.C.).Ci sono poi due cose che, nell’ambito delle calunnie, mi hanno addolorato molto. Misero in giro la storia che io, diventato Sindaco, non salutavo più nessuno: cosa assolutamente non vera, e poi - figuriamoci - io ero uno dei politici più a contatto con la gente! Certo, io ho sempre avuto seri problemi di vista. Ma da questo… . L’altro, quello che non ricevevo la gente, mentre, prima, Scalera era sempre a disposizione! Ora, è vero che Scalera era sempre a disposizione, ma solo perché di Scalera, sul Municipio, ce n’erano … due! Io dovevo andare a lavorare, anche se i primi 4 mesi mi misi in aspettativa non retribuita (cioè rimettendoci anche lo stipendio), e quindi, potevo ricevere solo in alcuni giorni ed in alcune ore. Purtroppo, maldicenze di questo genere hanno influito, alla lunga, sulla mia immagine politica. E’ vero, invece, che un giorno litigai con un vecchio compagno il quale, mentre altri cittadini aspettavano il proprio turno per parlare con me, cominciò ad alterarsi; io sentii alzare la voce e mi affacciai, chiesi cosa fosse accaduto e quel compagno - con sbalorditiva convinzione - mi disse più o meno questo : caro compagno Sindaco, noi Comunisti abbiamo sempre aspettato e siamo sempre stati messi per ultimi, quando c’era Scalera; ora ci  siamo noi, e veniamo prima noi! Ovviamente spiegai a quel compagno che la differenza tra noi comunisti e i democristiani era proprio che noi riconoscevamo gli stessi diritti a tutti i cittadini, compresi i democristiani e che, quindi, lui doveva fare la fila come tutti gli altri!Basta! Però, lasciami concludere con una bella immagine, che porto nel cuore. Quando fui eletto Sindaco la prima volta,  era di sera tardi, ma c’era tantissima gente, in Aula, per le scale e fuori dal Municipio, tanto che il buon compagno Antonio Cifone aveva messo le trombe sul balcone per amplificare all’esterno. Come si usa suonò a lungo la sirena, un brivido mi attraversò la schiena, e non capii più nulla, perché fui letteralmente travolto dall’entusiasmo della gente e giù un profluvio di baci ed abbracci. Ad un certo punto arrivò la compagna Benedetta facendosi largo energicamente, mi diede appena il tempo di infilarmi l’eskimo e poi mi prese sotto braccio dicendomi “e mò vien’ ch’ me!”. Scendemmo per le scale, uscimmo fuori tra due ali di folla e lei, fiera ed orgogliosa, sempre tenendomi stretto sotto braccio, quasi a proteggermi, si mise in testa ad un corteo spontaneo che si era subito formato dietro di noi e mi portò in piazza sotto il Vecchio Municipio (quello che lei, con le altre compagne, tanti anni prima aveva occupato) e solo lì si fermò: insomma, al di là del voto del Consiglio, quasi un insediamento del nuovo Sindaco a furor di popolo! Era il simbolico riscatto di tanti anni di sofferenze e di discriminazioni!
Dopo la morte, cosa l'aspetta: l'Inferno, il Purgatorio o il Paradiso?Avrai capito che non credo nell’aldilà. Ma se proprio mi fossi sbagliato, non penso di meritare l’inferno!
Qual'è l'ultimo libro che ha letto?Purtroppo, con tutti gli impegni che ho, non riesco più a leggere tutto quello che vorrei. E questa è una cosa che mi pesa non poco. Comunque, l’ultimo libro letto è “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun.  Ora ho sul comodino, come si dice, “I sotterranei” di Jach Kerouac (uno dei padri della beat generation degli anni ‘50-’60: un autore di riferimento  del movimento di contestazione giovanile di quegli anni (un libro che avevo perso e che recentemente ho ritrovato in libreria) e “La teoria del tutto - origine e destino dell’universo” di Stephen Hawking.
Nei suoi rapporti personali, scinde l'amicizia dalla politica?Mi sembra ovvio! Anche se, quando si ha una militanza ed un livello di impegno così intenso, è naturale che l’amicizia e la politica talvolta coincidano.
Che giudizio dà dell'attuale Papa?E’ certamente persona molto intelligente e vicina ai bisogni dell’umanità; spesso più coraggioso nelle sue posizioni, di tanti governanti e leader politici: per tutte, le radicali posizioni contro la guerra!  Ma anche… un grande stratega politico (non sembri un paradosso). Un grande personaggio che ha dato anche un contributo decisivo a contenere il declino della Chiesa Cattolica.
Ritiene sia stato un bene o un male la caduta del Muro di Berlino? Fosse dipeso da lei, l'avrebbe anticipata o posticipata?La caduta di un muro è sempre un fatto assolutamente positivo, perché è un simbolo di separatezza ed oppressione che vien giù. Quindi, fosse dipeso da me, non lo avrei mai costruito. Ma, anche qui, attenzione alle mistificazioni: si continua a parlare del muro di Berlino (dopo 15 anni!) per far dimenticare altri muri, come quello che Sharon  (con il colpevole avallo degli USA e il silenzio dell’Europa),  sta costruendo intorno ai villaggi palestinesi, o quei “muri” di navi ed aerei, che chiamano embarghi, e che servono ad affamare interi popoli.
C'è chi dice  che i sindacati possano realmente difendere i lavoratori solo se non fanno politica, nel senso in cui è intesa oggi questa parola. Lei è d'accordo?I Sindacati non devono trasformarsi in Partiti, né diventare succursali di Partiti, ma  devono far Politica (con la P maiuscola): una sana, seria e radicale politica del lavoro,  dei diritti del lavoro e dei lavoratori, della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, una politica salariale dignitosa.
In una scala da 1 a 100, quale punteggio lei assegnerebbe ai seguenti tratti della sua personalità?a)Simpatia.b)Professionalità.c)Coerenza.d)Preparazione.d)Costanza. Scusa, ma non mi sono mai dato i voti. Ti  proporrei di chiederlo ai visitatori del vostro sito.

Posso farle un'ultima domanda?Non me ne hai fatte già abbastanza? Comunque, falla pure. 
Astrologicamente parlando, lei è del segno del Toro, con Ascendente Bilancia.  Brevemente, il ritratto astrologico che ne deriva è il seguente:“Molti apprezzano le sue qualità morali e l’impegno sociale, grazie anche alla capacità di saper far confluire su di sé l’interesse delle persone. E’ costantemente alla ricerca della perfezione, ed essendo amante della natura , lotta per evitare che venga oltraggiata (Nettuno in Bilancia).Circa il modo di rapportarsi con gli altri, molti sono gli elementi del tema natale che denotano un carattere non proprio “malleabile”. E’ molto aggressivo e, quando deve dire qualcosa, non si cura di ferire la sensibilità di coloro che sono destinatari delle sue “frecciate” (Mercurio in Ariete e Marte in Scorpione). E’ un buon incassatore e, pur non accettando le sconfitte, sa trarre insegnamento dagli errori commessi.Molto accentuato è il senso dell'onestà, e questo fa sì che sia poco incline ai compromessi (Saturno in Bilancia) nel portare avanti le cose in cui crede.Non usa giri di parole nell'evidenziare il suo pensiero: arriva subito allo scopo e, se qualcuno cerca di ostacolarlo, sa aspettare con pazienza la vendetta (Sole quadrato a Plutone).Molto aggressivo ( Marte in Scorpione), scoppia quando nessuno se lo aspetta, servendo freddo il piatto della vendetta. Lotta appassionatamente per raggiungere i suoi obiettivi.Avendo Giove in VII Casa, viene molto apprezzato per il suo impegno nel sociale, per cui riesce a circondarsi di molte persone.Vede nemici dappertutto, ma il Sole in opposizione a Marte gli consigliano di mitigare il suo costante  bisogno di ribellione.Raramente ha paura di qualcuno: non teme le domande insidiose, ma è troppo critico con i suoi collaboratori, generando spesso timore nei suoi confronti, se non addirittura mancanza di stima”.Questo è quanto viene fuori, brevemente, dalla sua scheda astrologica. Le formulo ora l'ultima domanda:  indipendentemente dal fatto che lei creda o meno nell’astrologia, ritiene  rispondente al vero questo suo ritratto astrologico? 
Abbastanza!

Anno 2004.