I giochi che seguono, sono estratti da β€œAlmanacco Terra delle Gravine 2009 – CosΓ¬ giocavamo, che era l’etΓ  lieta, la stagione fiorita”, di Francesco Durante.


Francesco Durante

Il tempo Γ¨ passato e sono passati anche i giochi di una volta. Non si usano piΓΉ. Eppure basta un tocco di magia per farli ritornare, basta evocarli, basta sentire il suono delle parole β€œludiche” in vernacolo. I ragazzi di ieri si divertivano, sperimentavano il mondo che avrebbero ereditato, affrontandolo a modo loro, come erano stati educati, con piΓΉ sicurezza ed autonomia. I giovani di ieri avevano ben altri problemi, ma non conoscevano certo le fragilitΓ , il vuoto e la solitudine dei ragazzi di oggi.

In passato, quasi tutti i giochi erano prodotti con le proprie mani e costituivano un esercizio continuo della creativitΓ  e del fare. Con materiale molto povero e raccogliticcio i bambini riuscivano a realizzare giocattoli dalla forma approssimativa, ma adeguatamente funzionale. Sino ad una quarantina di anni fa la palestra era la strada: i ragazzi venivano su svegli, intelligenti, forti e monelli. Sapevano come β€œsbrigarsela” proprio perchΓ© figli della strada. Con il poco che avevano facevano giocattoli eccezionali, trastulli e passatempi, mettendo in moto ingegno e fantasia. Con mezzi poveri tanta ricchezza espressiva, oggi con tanta ricchezza tanta povertà… Dove sono finiti oggi i bambini? Come nelle grandi cittΓ , non si vedono piΓΉ ragazzini girar per le strade, arrampicarsi magari sugli alberi, o che vanno sulle biciclette per il solo gusto di divertirsi. Soli soletti… si sfogano fra quattro mura con i giochi – internet.

Quanta differenza rispetto anche ad una ventina di anni fa: quando i bambini erano lasciati ancora liberi di giocare in strada, o ancora rispetto ai loro nonni che giocavano nel vicolo sotto lo sguardo vigile dell’intero vicinato. Morte vita miracoli e… giochi passavano per il comunitario vicinato.

Ai piΓΉ giovani, a chi non ha mai giocato in fondo al vicolo, solo una parola: non si rida o sorrida del modo rudimentale di giocare dei propri padri, quei giochi duravano da secoli: le nostre attuali generazioni hanno avuto la sventura di cancellarli in un solo colpo. Si prenda, piuttosto, coscienza del proprio passato, delle proprie radici: si vada avanti, perchΓ© il tempo non si ferma, ma si abbia anche il dovere, non solo morale, di recuperare il mondo, il retroterra umano e culturale che si Γ¨ perduto.

Francesco Durante