Sorridono PdL e Italia dei Valori, dorme il Partito Democratico, in strette gramaglie gli altri.
“Elementare, Watson!”. Ma fino ad un certo punto, perché a livello locale, due sono i vincitori di questa tornata elettorale, il Partito della Libertà e L’Italia dei Valori. Queste le cifre.
2006 – Camera, Forza Italia + A.N. = 3.500 – 35.64%.
2008 – Camera, P.d.L. = 3.716 – 41.55%. Guadagna 216 voti, pari al 5.91%.
2006 – Al Senato, Forza Italia + A.N. = 3.072 – 35.89%.
2008 – Al Senato, P.d.L = 3.249 – 41.11%. Guadagna 177 voti, pari al 5.22%.
2006 - Camera. Italia dei Valori. 241 - 2,45%. Senato. 249 – 2,91%.
2008 - Camera. Italia dei Valori = 403 – 4.51% . Senato. 384 – 4.86%. Quasi un raddoppio in termini di voti ed in percentuale, rispetto al 2006.
Il Partito Democratico registra una lieve flessione al Senato in termini di voti, ma incrementa il dato percentuale.
2006 - Al Senato, Margherita + D.S. = 2.539 – 29.66%.
2008 - Al Senato, P.D. = 2.518 – 31.86%.
Perde 21 voti, guadagna 2.2%. Più vistoso il calo alla Camera, dove perde sia in termini di voti, che in termini percentuali.
2006 – Camera, L’Ulivo = 3.340 – 34.02%.
2008, Camera, P.D. = 2.817 – 31.50%.
Perde 523 voti, 2.52%. Valutando che questo Partito ha dovuto subire, rispetto al 2006, la perdita di tre fonti considerevoli in ordine di voti, gli ex assessori Francesco Parisi e Giacomo Di Pietro, oltre al consigliere Giovanni Gesualdo, passato nelle file del Partito Socialista, è ragionevole pensare che, sostanzialmente, abbia quindi mantenuto il suo elettorato. Arduo però parlare di zoccolo duro che resiste alle intemperie, il Partito Democratico non è il PCI, e Lenin soffre per problemi di collocamento, in Patria come altrove. Riporta Liberazione: “Città e Province: la sinistra c’è”. Bene, ma allora dove sono andati quei voti a Palagiano? risposta facile o difficile, a seconda di chi la formula.
L’UDC perde un centinaio di voti sia alla Camera che al Senato, con una piccola flessione anche in termini percentuali.
2006 - Camera. UDC =1.082 – 11,02%. Senato = 965 – 11,27%.
2008 – Camera. UDC = 966 – 10.80%. Senato = 864 – 10.03%.
Risultato non proprio confortante per il Partito Socialista, che nel 2006 si presentava con i Radicali, ottenendo alla Camera 265 – 2,7%, al Senato 159 – 1,86%. Ora abbiamo:
2008 – Camera. Partito Socialista. 126 – 1.41%. Senato = 106 – 1.34%.
Deludente, infine, il risultato de La Sinistra – L’Arcobaleno. Basti pensare che nel 2006, alla Camera, i Comunisti Italiani e Rifondazione ottennero 172 + 653 = 825 voti - 1.75 + 6.65 = 8.4%, mentre al Senato, la sola Rifondazione, ottenne 849 voti, pari al 9.92%.
Il 13 e 14 aprile, hanno ottenuto, al Senato, La Sinistra – L’Arcobaleno, 283 – 3.58%., alla Camera = 377 – 4.22%.
Per l’affluenza alle urne abbiamo:
Camera. Fra parentesi, i valori del 2006. Elettori 12.462 (12.376), Votanti 9.576 (10.475), Voti validi 8.944 (9.818).
Senato. Fra parentesi, i valori del 2006. Elettori 11.015 (10.856), Votanti 8.478 (9.187), Voti validi 7.904 (8.561).
Quale destino aspetta le formazioni dei socialisti e de La Sinistra - L’Arcobaleno? Gli isotopi sono due…le ipotesi sono due, ma anche “isotopi” non era poi tanto errato. Comunque, aspettiamo i loro Congressi. Faccio una considerazione, elementare, quanto facile da attaccare, ne sono consapevole. La sinistra D.S., facente capo a Mussi e Salvi, è praticamente scomparsa, lo stesso dicasi per i Comunisti Italiani, con il simpatico Cossutta che va, torna, vola. Op là! Sergio Garavini, infine, che non aderì alla svolta della Bolognina, e che insieme a Vendola e Libertini fondò il Partito della Rifondazione, mal ne digerirebbe l’esito elettorale. Se tutti fossero rimasti nel PCI – PDS – DS – PD, è certissimo che sarebbero forti di un seguito di circa il 40%, quindi molto più numerosi dei Teodem, ed ovviamente più determinanti nelle decisioni. Dice un mio amico: ma i Teodem pongono problemi etici, gli altri di “programma”. Bisogna intendersi su “etico”. E’ etico parlare delle coppie di fatto? Certo, ma è anche etico parlare dei lavoratori precari e dell’art. 18 della Legge 300. Un giovane dei socialisti sostiene che non sosterrebbe mai la Binetti. Se è per questo, non la sostiene neanche Rosaria Bindi. Berlusconi rilancia ora il dialogo sulle riforme, e propone addirittura la Bicamerale. Veltroni accetta, ma con riserva, ci mancherebbe altro. Cosa rispose il Cavaliere quando Prodi gli rivolse le stesse proposte? “Accetto, ma prima stabiliamo la data delle elezioni anticipate, perché non avete vinto le elezioni. Alla legge elettorale, poi, basta solo un piccola modifica sul premio di maggioranza al Senato”. Sappiamo poi perché non ne volle più sapere di modifiche al Porcellum. Veltroni, invece, altro stile. Ha subito telefonato a Berlusconi. Bravo! E si dichiara anche pronto a collaborare sulle riforme = condivisione di decisioni non molto accette dai cittadini. Complimenti ai consiglieri politici di Berlusconi, davvero tanti complimenti. E a quelli di Veltroni? Bè, a loro gridiamo, Yes we can!
Torniamo al locale.
Circa il confronto dei dati delle politiche 2008 con le amministrative del 2007, la cosa non è oggettivamente possibile. Meglio, è purtroppo possibile solo per alcune formazioni politiche, per cui lo archiviamo, anche tenuto conto del variegato universo di liste e di schieramenti che allora ebbero vita. Per non parlare del fatto che confronteremmo dati non omogenei fra loro, come quelli delle elezioni politiche ed amministrative…ma al riguardo ci sono diverse scuole di pensiero. Peccato, però, che risentano spesso degli effetti dello scirocco o della tramontana. Nella passata campagna elettorale, infine, ci hanno molto colpito le schermaglie che hanno visto protagonista il Partito Democratico, durante la definizione delle candidature. Stranamente, piazzò alla Camera due consiglieri comunali, di Grottaglie e di Martina Franca, e la segretaria del circolo di Mottola (Senato. PdL 55.13% - PD 28.13%, quasi uguale alla Camera…e non è un controsenso con quello che stiamo argomentando). La cosa ancora più strana, tuttavia, fu la presenza nella lista del Senato dell’ex Sindaco di Avetrana, il consigliere provinciale Luigi Conte. Nulla da obiettare sul suo valore politico, ma il discorso qui è un altro. Conte è stato sempre ritenuto dai provinciali (lo abbiamo potuto continuamente verificare dai tanti interventi di aperto dissenso sulla stampa locale), un rompiscatole, per non parlare di rotture di alcuni solidi di rotazione. Perché, a questo punto è lecito chiedersi, non si è preso in considerazione, o meglio, non si è tenuto conto del Sindaco di Palagiano Rocco Ressa, a capo dell’unica amministrazione di centro sinistra dell’intero versante occidentale? Non sarà per caso dovuto al fatto che, fra le tante motivazioni della mancata scelta, nobili e meno nobili, il circolo/sezione di Palagiano non sia stato ritenuto sufficientemente forte ed attento politicamente, adesso come nel 2006? Appare questa la ragione più plausibile, a meno che, ma la cosa sarebbe tutta da dimostrare, ed oltremodo apparirebbe inverosimile, Palagiano sia valutato solo serbatoio elettorale, e non fucina di responsabilità (o visibilità che dir si voglia) che vadano oltre i nostri confini. Anche il Partito della Libertà non ha potuto vantare candidati indigeni, ma qui si parla di un raggruppamento politico di opposizione, per cui diventa giocoforza più rilevante quanto deciso a livello di sede Loft. Che accadrà ora? L’errore più banale sarebbe scrollarsi di dosso ogni pur piccola parvenza di colpa, per scagliarla lontano, e questo, anziché favorire, sarebbe di ostacolo a decisioni future. Vincitori e vinti, nei prossimi giorni, daranno vita alle valutazioni della grande kermesse elettorale appena trascorsa.
Ardentemente speriamo che, quanto poi ci comunicheranno, segni un tratto innovativo del modo di fare, intendere e leggere la Politica, perché i cittadini sono ormai stanchi di ascoltare proclami d’ukaz. Nessuno si scandalizzi, è una parola russa, e vuol dire “editto”, con riferimento all’autorità suprema dello zar.
Al papà che soffriva in un letto di ospedale, il figlio in visita disse: “Non dimenticare che hai 80 anni”. La madre lo guardò, e sospirò: “Figlio mio, il dolore non ha età”. Vous avez compris?
Giuseppe Favale
La differenza tra una democrazia e una dittatura, soleva dire Charles Bukowski, è che in una democrazia prima voti e poi prendi ordini, mentre in una dittatura non devi perdere tempo a votare.
Il commento di Vito Cervellera, fonte palagiano.net.
Scusami Pinuccio vorrei dare un contributo se me lo permetti.
Secondo me mischi un pò le carte tra locale e nazionale.
Non so quanto l'Italia dei Valori possa esultare visto che ha perso e miseramente insieme al PD con una differenza di ben oltre il 9% alla camera dei deputati a livello nazionale , non parliamone a livello locale. Altro che la presa per i fondelli da parte del Veltroni che gli mancava solo qualche punto percentuale per superare Berlusconi, iniziamo bene come grande bugiardo. Di quanto stava sotto? se ci mettiamo il 5-8 % succhiato alla Sinistra L'Arcobaleno e tutto il recupero che ha detto di aver ottenuto era sotto di ben il 20% . La sconfitta indubbia della Sinistra L'Arcobaleno non deve servire ad occultare la sonora sconfitta del PD, anzi deve servire al PD, secondo me ben inteso , a ricollocarsi un pò più a sinistra , con il progetto di un centro sinistra , unitario si, senza cultura antigoverno si, ma pur sempre di centro sinistra. Poi vorrei invitarti a fare le analisi guardando anche i risultati nei comuni della nostra provincia, della nostra regione e della nostra nazione. I risultati locali dei comuni, della provincia, della regione sono perfettamente allineati a quelli nazionali, sia nel 2006 che oggi nel 2008, a parte Palagiano che con il 4.2 alla camera e il 3.6 al Senato ha le percentuali più alte in provincia e regione, quasi il doppio rispetto ai comuni limitrofi, a parte Montemesola paese di origine dell'onorevole Sgobio capolista in Sicilia.
Se tutti i comuni d' Italia avessero ottenuto il nostro stesso risultato saremmo in Parlamento.
Poi Palagiano è l'unico comune dove la percentuale alla camera dei deputati, alla cui lista appartenevo, si differenzia da quella del senato, per il 14% in più. Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno votato La Sinistra l'Arcobaleno tutti anche quelli che l'hanno votato solo alla Camera. Noi ci siamo battuti perchè continuasse ad esserci una Sinistra nel parlamento italiano. Io mi sono battuto da cattolico di sinistra e ancora risuonano nelle mie orecchie le parole con cui iniziavo i miei comizi nei vari comuni " campagna elettorale storica, cruciale oserei dire vitale per il Futuro della Sinistra Italiana ...........". Occorre avere speranza per noi, per il nostro territorio e per l’Italia tutta !!!
un abbraccio fraterno e coraggio
Vito Cervellera