E’ stato assegnato venerdì sera, nella sede delle Opere Parrocchiali, il “Premio don Giovanni Pulignano 2006”, in apertura di una serata teatrale organizzata dalla locale associazione socio culturale onlus “Luce e Sale”.Istituita nel 2005 dalla stessa associazione, in occasione del primo anniversario della scomparsa di don Giovanni, sacerdote della chiesa madre “SS. Annunziata” dal 1976 al 2003, l’onorificenza viene conferita “a personalità della città che più si sono distinte per meriti umani e professionali favorendo così il progresso sociale, civile e culturale del territorio”.  Quest’anno il riconoscimento è stato attribuito al dottor Mario Luigi Benvenuto Cetera, apprezzato medico palagianese, attuale dirigente sanitario del presidio ospedaliero di Massafra.La motivazione, letta in apertura di serata dal presidente dell’associazione Gianluca Montemurro, chiarisce le molteplici ragioni dell’assegnazione: “Medico di indubbie qualità professionali ed umane specializzato in ematologia generale ed igiene e medicina preventiva, prestando servizio sempre in strutture ospedaliere del nostro territorio ha coniugato l’altissima professionalità acquisita nel corso della sua carriera con la sua spiccata sensibilità nei confronti degli ammalati. Le innumerevoli testimonianze e attestazioni di stima raccolte indicano l’alto grado di umanità e rispetto per la dignità dell’ammalato che caratterizzano la sua persona”. Il premio è stato consegnato dal signor Stefano Pulignano, fratello di don Giovanni, nelle mani del dottor Cetera, accompagnato da un lungo e sentito applauso del pubblico: “Sono emozionato e anche meravigliato: non me lo aspettavo” ha affermato Cetera evidentemente commosso.  Il medico ha anche colto l’occasione per ringraziare i palagianesi, dedicando loro i propri progressi professionali: “Attualmente occupo un posto di responsabilità: ho accettato il ruolo di Direttore Sanitario soprattutto per la comunità di Palagiano…per Palagiano, lo voglio dire e lo voglio ripetere”, ha ribadito Cetera. La stima al professionista palagianese è arrivato anche del sindaco Rocco Ressa che ha sottolineato l’indiscussa stima verso quello che i concittadini definiscono unanimemente “un bravo medico”.  Grande emozione hanno suscitato subito dopo le parole di don Giovanni, raccolte durante uno degli ultimi incontri del sacerdote con i fedeli e diffuse dagli altoparlanti tra i presenti: registrata sulle note di un pianoforte accompagnato dal canto degli uccelli, la toccante omelia del parroco fondeva le confessioni del sacerdote e dell’uomo.  Dissipata l’emozione, più tardi è stata la volta della commedia in due atti “Manc’ muort…”, rappresentazione in vernacolo scritta e messa in scena da Domiziano Lasigna e Michele Mellone, promotori della sezione teatrale di “Luce e sale”. Una breve ma efficace ouverture ha visto i due autori impegnati in un divertente scambio di battute, in stile cabaret, a raccontare la genesi della commedia, ironica rappresentazione del matrimonio a Palagiano che, come un po’ in tutto il circondario, è da sempre “na guerr’ tra famigl”.Pur messa in scena più volte da capaci attori non professionisti, prima fra tutte Imma Casamassima, questa commedia degli equivoci, il cui testo risale al 2000, riesce sempre a creare interesse, ilarità, divertimento, riuscendo nel non facile compito di avvicinare i palagianesi al distante mondo teatrale. Sono state oltre duemila, infatti, nelle stime degli organizzatori, le persone intervenute allo spettacolo durante le due sere di programmazione.Merito di un’ambientazione verosimile, di consolidate battute a effetto ma, soprattutto, di una capacità di rispecchiare grandi e piccoli vizi e virtù della vita palagianese. A leggere tra le righe, molti dei siparietti rappresentati hanno matrice autobiografica e non è neanche difficile scorgere in alcuni passaggi qualche classico topos della credenza popolare.Nelle intese dei promotori, infatti, da tempo impegnati in diverse rappresentazione dialettali, c’è il “teatro d’impatto”, ossia l’improvvisazione sulle vicende di cronaca locale all’interno delle stesse commedie. La sperimentazione pare aver avuto successo anche in questa commedia, a sentire le risate agrodolci dei numerosi palagianesi presenti, provocate dalle pungenti battute sulle tasse cimiteriali, non previste nella stesura originaria dell’opera.Spesso il limite tra il piacere e la noia di assistere a una rappresentazione passa attraverso quel momento intermedio in cui lo spettatore si chiede se vale la pena restare o andare via: l’altra sera non c’è stato neanche il tempo di chiederselo.

Lorella Perniola