Il  Progetto Koinè chiede sostegno per l’integrazione dei rifugiati alle Parrocchie del territorio.   Com’è ormai noto, è attivo a Palagiano da luglio 2009, un Centro di accoglienza per rifugiati  e richiedenti asilo politico, denominato “Koinè”, gestito dalla Associazione Arci all’interno della rete SPRAR del Ministero dell’Interno – Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione. 

 

Il centro ospita 15 beneficiari provenienti da diversi Paesi come Somalia, Eritrea, Afghanistan, Iraq, in cui vi sono situazioni di forti tensioni politiche e sociali che sfociano in attentati, rappresaglie e azioni di privazione della libertà e della dignità umana quali le carceri ,  le torture, le violenze sulle donne e bambini.

Attraverso i finanziamenti del Ministero, il Progetto mette in campo, una serie di servizi volti alla loro integrazione nel nostro tessuto sociale che vanno dalla iscrizione al centro per l’impiego e al sistema sanitario, all’insegnamento della lingua italiana e a programmi personalizzati elaborati dai nostri operatori sociali sin da subito.

Il Comune di Palagiano ha voluto così esprimere il proprio impegno oltre che la propria avversione verso tutte le guerre e le sopraffazioni, affermando il diritto inviolabile di ognuno alla pace e ad una prospettiva di vita, in ogni parte del mondo.

Tanto, nel rispetto della Convenzione di Ginevra del 1951 e dell’art.10 della Costituzione Italiana che riconosce ad ogni uomo un diritto fondamentale: quello di essere accolto qualora sia in pericolo la propria vita e lesa la propria libertà.

 Purtroppo però, chi come noi, opera nel settore, deve registrare una risposta timida e pervasa dalla paura del diverso da noi, da parte della comunità palagianese, certamente impreparata alla interazione con culture diverse ma che inevitabilmente con questa nuova realtà dovrà misurarsi.

 Il processo di integrazione ha sicuramente bisogno dei suoi tempi ma può essere favorito dall’  opera  di sensibilizzazione che soggetti impegnati nella difesa dei  più deboli, possono mettere in campo ogni giorno.

Del resto i nostri beneficiari non hanno molto tempo a disposizione; nel nostro progetto rimangono per soli 6 mesi, durante i quali devono imparare la lingua, integrarsi nel territorio,trovare una casa, un lavoro o impararne uno. In mancanza di ciò, l’epilogo potrebbe essere la strada e l’ ennesima umiliazione.

E’ per questo che, come progetto “Koinè”, chiediamo alle Parrocchie presenti sul territorio,di dare voce a chi voce non ha in ogni contesto del proprio agire, invitando questi ragazzi a prendere parte alle attività, supportandoli nel loro bisogno di accettazione e di integrazione, sensibilizzando ad   una maggiore generosità nella capacità di accoglienza all’interno delle aziende, delle abitazioni ( spesso negate per paura) e  all’interno di ogni luogo di socialità.

 

Ufficio Rifugiati Tel. O99/8881409

Coordinatrice Angela Surico Cell. 3803915319