
Io e il piccolo Matteo, i primi firmatari di una Class Action, contro quei genitori che, senza chiedere l’assenso dei figli, li condannano appioppandogli nomi datati e stagionati, per non parlare di quelli improbabili. Si assiste così a rimaneggiamenti fantasiosi, pur di rappezzare qualcosa: Giusy al posto di Giuseppa, Katia al posto di Caterina, Nancy al posto di Annunziata, Lella al posto di Porzia, Lucy per Lucia, Nuccio per Giuseppe…e via intonacando. In parallelo, viaggerà la richiesta risarcimento danni morali ed esistenziali, per gli avi che si siano macchiati di “lesa cognome”. Chi può dire cosa ne sarebbe stato di Rachele Pellegrino, se si fosse chiamata Isabel, di Rocco Ressa, se si fosse chiamato Silvio, o di Donatello Borracci, se si fosse chiamato Angelino?
Da uno studio commissionato dall’Ufficio “Va pensiero…”, ecco le prime segnalazioni per il cambio cognome
(fra parentesi, quello suggerito dalla Commissione):
Tagliente (Affilato, molto più adatto per una signora, perché snellisce);
Borracci (poco adatto per un giovane politico, questi strofinacci da cucina: meglio Rambaldi, quello degli affetti speciali);
Mancini (riduttivo, meglio Ambidestro);
Mellone (Cetriolo, molto più offensivo, sempre utile nell’arena politica. Nel rispetto del Regolamento CEE: “l’altezza minima dell'arco, non superi i 10 mm per 10 cm di lunghezza”);
Latagliata (Affettata, più immediato);
Granata (assolutamente da evitare per una bella signora, la scopa realizzata con mazzi di saggina, legati ad un bastone. Meglio Dash, più esotico);
Di Roma (per niente campanilistico, si suggerisce Di Palagiano);
Schiavone (cognome che cozza con la figura esile della già assessora al Bilancio, meglio Liberata o, se preferisce, Librata);
Monaco (meglio Don, più spirituale. Così Monaco Salvatore, diverrebbe Don Salvatore);
Stellaccio (suffisso “accio” non adatto, perché rafforza una qualificazione negativa. Meglio StellAlpina);
Gallo (Tacchino, molto più buono. Occorre poi risolvere la diatriba del doppio nome, Pierdomenico: o Piero, o Domenico);
Pellegrino (Terrasanta, porta molto più lontano, e visualizza la meta, uscendo dal generico);
Ressa (a parte un possibile scambio di cognome con la First Lady, lui Pellegrino, lei Ressa, in mancanza si suggerisce Viatico);
Amatulli (dato il triste anagramma, Ama il lut, da preferire Fiesta);
Tagariello (Quattro Stagioni, o Tagadà, o Tanga: a scelta);
Cifone (sconsigliato, perché confondibile con Cifosi, meglio ExVoto);
Anzolin (vasta gamba di scelta: Insulin, Zeppelin, Ansiolin);
Marra (Cognome, ce ne dispiace per l’interessato, che non può più subire modifiche, perché già passato da Marro a Marra);
Mastillone (domanda da ripresentare, presenta campi non compilati. Allegare perizia di buona e sana costituzione fisica, firmata da meccanico autorizzato);
Di Pierro (da preferire DPR, più breve, più autorevole, anche senza Fascia);
Parisi (troncato durante il Risorgimento, può tornare al suo antico splendore: Parisienne);
Miraglia (Mitraglia e/o Tric Trac);
Di Pietro (il più facile da correggere, basta eliminare l’errore di ortografia: Di Pietra o, se non si intende rinunciare alla “o”, Di Sasso);
Casulli (Casula, visto anche la vicinanza…con Giove);
Quero (il più urgente da modificare, perché in portoghese significa “Io”, da evitare per un amministratore. Meglio Voi);
Di Sarno (problema simile a Di Roma, ma più grave, perché aggressivo: sembra il prefisso del Disarnosauro! In aiuto soccorre però il suo anagramma, “Si Adorn”, più in linea con una signora);
Scalera (domanda annullata, perché questo cognome dà proprio il senso dell’agire politico. Basti leggere il suo significato: “Scalinata esterna formata da due rampe simmetriche, spesso semicircolari, ornate da balaustre e terminanti in un ripiano comune su cui si apre l'ingresso dell'edificio”);
Antonacci (Suffisso aggiunto da Robespierre, e con il tempo privato anche della “d” iniziale, per evitare rappresaglie. Può tornare alle origini: Danton);
Catucci (domanda respinta, perché già modificato, durante la Guerra Fredda, da Katiuscia a Catucci);
Pucci (domanda respinta, perché già modificato, dopo il suo soggiorno in America, da Cappucci a Pucci);
Cervellera (domanda rigettata, perché già modificato da Cervelliera a Cervellera);
Orlando (gerundio molto adatto ad un amministratore, desistere. Se insistente, farsi accompagnare dai nonni);
Piccoli (non adatto questo cognome da ballon d’essai, per chi fa vita politica, per di più al plurale. Meglio Il Picco, à la page, molto più alto, molto più invalicabile);
Gesualdo (già modificato nel 1360, da Gesualdo a Gesuato, poi abolito nel 1668. Ripresentare la domanda);
Serra (non adatto ad un politico, la terza persona singolare, presente indicativo, di “serrare” = chiudere. Meglio Lucchetto, specie dopo il successo di Ponte Milvio. Da non sottovalutare il suo anagramma, Rares, ma per esso occorre domanda a parte);
Montemurro (domanda da ripresentare, presenta campi non compilati. Si prega di scrivere in stampatello);
Nicolini (poco adatto ad una militante di Rifondazione, il suffisso uguale al prefisso. Da preferire il suo anagramma, “Con i lini”. Con il lino, infatti, si ottiene un olio usato per fabbricare vernici, coloranti, inchiostri, tre ingredienti molto utili per le prossime elezioni amministrative;
Tinella (cognome affrancato nel terzo secolo d.C., da Tinello a Tinella. Scaduti i termini per ulteriore modifica);
Goffredo (non identificabile una giovane assessora, questo cognome che rappresenta un adattamento del friulano “Go’ ‘ffredo” = ho freddo. Meglio Stufetta, per compensazione).
Alla prossima…
p.s. La madre di Matteo, porta il pesante fardello del cognome Squerti, e non se la cava meglio il padre, Capuano. Sarà stato questo il motivo della loro vendetta?