Il Clementine di Palagiano, come ben sappiamo, è il fiore all'occhiello della produzione agrumicola dell'arco jonico. Essendo un frutto ricco di vitamina C, contribuisce a proteggere le cellule dallo stress ossidativo (l'abbondante presenza di flavonoidi contrasta le patologie neurovegetative come l'Alzheimer) ed a rinforzare il sistema immunitario.

Sono tanti gli studi che hanno dimostrato come questo frutto possieda proprietà antitumorali, soprattutto per quanto riguarda il tumore al fegato ed al tratto digestivo. Grazie all'ottima quantità di fibre alimentari, calcio e potassio in esse contenute, sono utili per il corretto funzionamento dell'intestino e contro la stipsi, oltre ad essere particolarmente digeribili e nutrienti. Per non bastare, questo preziosissimo frutto svolge un'importante funzione nel regolamento della pressione arteriosa, favorisce la diuresi, contrasta la ritenzione idrica, abbassa il livello di colesterolo cattivo nel sangue, migliora la vista e combatte l'osteoporosi. Eppure, questa straordinaria risorsa del nostro territorio, così ricca di pregi, presenta un difetto: il mercato. I nostri produttori agrumicoli, stanno attraversando un periodo di profonda crisi. La campagnata 2018/2019 è stata caratterizzata dall'importazione, a prezzi stracciati, di migliaia di tonnellate di frutti di qualità scadente provenienti dai paesi nord africani che spesso sono stati "spacciati" per clementine di Palagiano da commercianti senza scrupoli. Questa circostanza, unita all'elevata produzione degli agrumeti autoctoni ed alle temperature invernali troppo miti, ha determinato un prezzo di vendita del clementine a dir poco indignitoso : 0,05 – 0,10 €/kg. Tanti produttori, per queste ragioni, hanno preferito lasciar marcire il prodotto sugli alberi poichè raccoglierlo e venderlo risultava antieconomico. Stessa sorte ebbe la campagnata 2017/2018. Si partì abbastanza bene, con prezzi tutto sommato accettabili, per finire nel peggiore dei modi. Disastrose nevicate, dal 5 al 12 Gennaio 2017, si abbatterono sulla nostra "Conca d'oro"distruggendo gli agrumi in attesa di raccolta. Veniamo adesso, all'analisi della stagione agrumicola in corso. Il calo della produzione rispetto allo scorso anno si attesta intorno al 70%. Le grandinate di Maggio, Giugno e Luglio hanno causato la cascola dei fiori e dei frutti falcidiando la produzione e quindi l'offerta di agrumi sul mercato. Questa situazione, unita alla migliore pezzatura dei frutti, sta permettendo agli agricoltori di realizzare prezzi di vendita sicuramente più alti rispetto a quelli dello scorso anno. Però, sui banconi delle grande distribuzione, come denunciato da Coldiretti Puglia in un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno il 5 Novembre scorso, si stanno vendendo sottocosto agrumi etichettati come"clementine di Palagiano". Si tratta in realtà di prodotti di origine ignota e di qualità scadente che niente hanno a che vedere con il nostro prezioso agrume che invece eccelle per sapore, per proprietà organolettiche, consistenza e colore della buccia. Queste operazioni d'altro canto, rischiano non soltanto di mettere in pericolo la salute dei consumatori ma anche di spostare al ribasso il trend del prezzo di vendita che invece, in anni come questo, dovrebbe essere al rialzo. Nell'agro di Palagiano ci sono circa 700 aziende agricole che, con enormi sacrifici, creano un prodotto di qualità superiore che non merita di essere venduto sottocosto, non merita di subire la concorrenza sleale di clementine di dubbia provenienza che potrebbero essere pericolose per la salute dell'uomo ma, al contrario, merita di essere valorizzato e rispettato anche attraverso il riconoscimento del giusto valore economico di un'eccellenza del nostro territorio: il clementine di Palagiano.