Con Delibera n. 176 del 29 novembre la Giunta Comunale di Palagiano ha finalmente e formalmente avviato il procedimento per la revoca della incredibile decisione assunta nel gennaio scorso di autorizzare la realizzazione di UN TEMPLIO CREMATORIO nei pressi del Cimitero di Palagiano.

Prendiamo atto con soddisfazione di questo ravvedimento della Giunta Comunale rispetto ad una scelta che aveva suscitato grave allarme nella popolazione e la ferma presa di posizione contraria, tra gli altri, di Legambiente  e dell’ISDE Medici per l’Ambiente.

     

Ricordiamo, in particolare,  l’assemblea  pubblica organizzata dal Circolo Legambiente di Palagiano lo scorso 16 aprile, nel corso del quale, anche con il puntuale intervento della D.ssa  Annamaria MOSCHETTI,   furono illustrate le caratteristiche del progetto del Tempio Crematorio e i gravi rischi derivanti dal suo funzionamento per la salute dei cittadini, per l’ambiente e per la nostra agricoltura, in conseguenza delle emissioni di  polveri, monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo, composti organici volatili, composti inorganici del cloro e del fluoro, metalli pesanti, mercurio, zinco, diossine-furani e IPA.

 

Già in quell’occasione mettevamo in evidenza, tra l’altro,  come i Comuni non avevano alcuna competenza in materia, tanto più in assenza degli adempimenti pre-ordinati del Governo nazionale e della Regione Puglia previsti dalla della L n. 130/200, in base alla quale.  il Ministero, doveva emanare entro tre mesi dall’entrata in vigore, le “norme tecniche per la realizzazione dei crematori, relativamente ai limiti di emissione, agli impianti e agli ambienti tecnologici, nonché ai materiali per la costruzione delle bare per la cremazione”; la Regione entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, doveva elaborare il “ Piano Regionale di Coordinamento per la realizzazione dei crematori…  tenendo conto della popolazione residente, dell'indice di mortalità e dei dati statistici sulla scelta crematoria da parte dei cittadini di ciascun territorio”. In assenza di tali provvedimenti, denunciavamo, si sta determinando un vero e proprio “far west dei crematori”!

 

A sostegno di tali evidenze, a conclusione dell’incontro, fu sottoscritta  una petizione con cui si chiedeva:

  1. Al Presidente del Consiglio dei Ministri di promuovere l’urgente emanazione del Decreto Interministeriale previsto dall’art. 8 della L 130/2001;
  2. Al Presidente della Regione Puglia di approvare, con ogni urgenza, il Piano Regionale di Coordinamento per la realizzazione dei crematori, tenendo conto dei parametri previsti dall’art. 6 della L 130/2001, MA ANCHE DELLE CARATTERISTICHE DEI TERRITORI.
  3. Alla Giunta Municipale di REVOCARE la Delibera n° 9 del 24.01.2019 e di promuovere l’azione degli Organi Istituzionali del Comune a sostegno delle richieste di cui ai punti 1) e 2).

Di tanto oggi prende atto la Giunta Comunale: ci sono voluti  7 mesi, ma …. meglio tardi che mai!

 

 

                                                                       Preneste Anzolin