E’ andata via dal paese natio, Palagianello, quando aveva appena 15 anni, Cristiana Rotolo. In valigia poche cose, quelle che normalmente necessitano ad una adolescente che sta per intraprendere il viaggio, che aprirà le porte della vita. In questo viaggio, nell’incerto, Il suo vero tesoro però è custodito in un’altra valigia, poco appariscente, ma senza dubbio più importante, la smisurata passione per la danza classica. Fin da piccola, Cristiana, ha coltivato il sogno di diventare ballerina.

Il giorno di Capodanno, per esempio, è un appuntamento fisso, è li davanti alla TV, per seguire il momento atteso un anno intero: Il famoso il concerto di Capodanno da Vienna, trasmesso in mondovisione, che lei dedica ad ammirare i suoi idoli volteggiare con leggiadria, nel comporre figure come, arabeshe, grand pliè, panchè, grand jetè, tendu…ecc.

Non contenta, si veste da ballerina e costringe il padre, Dino, a ballare con lei nel corso dell’annuale spettacolo televisivo di Capodanno. A questo punto il genitore si rende conto che non si tratta più di entusiasmo passeggero, decide così di iscrive la figlia alla scuola di danza. Gli fa un regalo, con la promessa di non essere più tormentato durante spettacoli televisivi. Affare fatto, per entrambi.

Poco tempo per l’insegnante di vedere all’opera la piccola promessa ballerina (si parla di sette otto anni) e decide di consultare i genitori, dicendo loro che Cristiana ha tutte le carte in regola per intraprendere l’accademia di danza.

Inizia con queste premesse il viaggio della giovanissima palagianellese, che decide così di iscriversi alla scuola del teatro dell’Opera di Roma. Qui supera gli esami d’ammissione, sostenuti davanti alla commissione composta da due grandi della danza, come Carla Fracci e Elisabetta Terabust.

Comincia così la fase più impegnativa della sua vita di ballerina professionista, quella di esibirsi davanti al pubblico che di volta in volta, diventa nuova commissione d’esame che giudica, confronta, ti promuove se hai eseguito tutto alla perfezione. I direttori di teatri d’altro canto sono obbligati a presentare al grande pubblico, personaggi in grado di tenere la scena, ne va innanzitutto della loro fama e cosa non secondaria, può risentire il botteghino. Questo giustifica la ricerca di ballerine/i provenienti da ogni contesto mondiale, senza esclusione di colpi da parte dei pretendenti. Per dirla tutta non è, come la stessa protagonista afferma, un ambiente tutto pailette e lustrini, i pretendenti sono tanti, i colpi bassi non mancano, alla base di tutto però ci sono i requisiti fondamentali che in fin dei conti fanno la differenza..

Nel caso della nostra valida esponente della danza classica, c’è da dire che nell’aprile del 2012 ha partecipato ad un master class con l’etoile, Giuseppe Picone, aggiudicandosi una borsa di studio per la prestigiosa scuola di danza Princess Grace a Monaco.

Dopo essersi diplomata, entra in graduatoria al teatro Massimo di Palermo, previo superamento dell’audizione, partecipando al corpo di ballo per l’opera lo “Schiaccianoci”, del coreografo, Amedeo Amodio. Subito dopo entra a far parte del corpo di ballo del Teatro Nazionale di Zagabria, dove è tuttora, ed inizia a ricoprire ruoli importanti da solista duettando con tantissimi coreografi di fama mondiale. Scelta da Patrick Bart (noto coreografo dell’Etoile Opera di Parigi) per interpretare il ruolo più importante di “Maria Vetsera” nel suo balletto “La Principessa Sissi”.

Antonio Notarnicola