La storia dell'uomo è costellata di schiavi e negrieri, chi pensa che quella storia è ormai alle nostre spalle, si sbaglia di grosso, pure.

Si sono resi conto i telespettatori che ieri sera (26/09/2019) hanno assistito alla  trasmissione in onda su LA7 TV, presente la Ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, per rendersi conto a quali e a quante angherie e soprusi di ogni genere devono sottostare gli addetti, donne maggiormente, che lavorano in campagna sotto i tendoni dell'uva. Lavoratrici impegnate sia nella fase dell'acinellatura, ossia l'eliminazione dal grappolo dei chicchi più piccoli, sia nella successiva fase di raccolta, della pregiatissima uva da tavola esportata in tutta Europa.

Una situazione di lavoro bracciantile raccapricciante che ha messo a nudo un mondo in gran parte sconosciuto, fino a qualche giorno fa, ma ancora tanto diffuso nelle campagne dell'arco ionico.

Parlare di schiavitù in tempi come questi, può sembrare un eccesso poiché questo, nel nostro caso, è un termine preso in prestito dal trapassato remotissimo (ammesso che esiste questo verbo) della storia dell'uomo. Un verbo, a quanto pare, non del tutto scomparso visto, l’attuazione abbastanza disinvolta nel costringere a sottostare le donne che in questo periodo lavorano nelle campagne del tarantino. In ultima analisi la trasmissione ha mostrato uno spaccato di vita del mondo del lavoro quasi sconosciuto a gran parte dei telespettatori che ieri sera ha lasciato tutti stupiti ed esterrefatti.

Le ragazze in foto sono da considerarsi le nostre eroine del XX secolo,  perché hanno preso il coraggio a due mani per portare all’attenzione del mondo del lavoro la situazione da terzo mondo, cui sono costrette a sottostare per poter lavorare.

Antonio Notarnicola