Si è concluso con un sospiro di sollievo la vicenda dello sgombero in atto, a carico dalla signora Anna Laterza, 59 anni di Palagianello, dovuto al rinvio negoziato dalle forze dell’ordine. La storia della signora ha qualcosa d’incredibile che nasce da uno dei soliti debiti con le banche, contratti sostanzialmente per la conduzione e miglioramento della propria attività.

Debito verosimilmente lievitato perché il contraente non ha potuto far fronte totalmente a quanto dovuto. La vicenda espropriativa dei signori Gatti pare essere viziata da alcuni fatti gravi che la renderebbero illegittima; in particolare pare che una parte di proprietà non è stata mai pignorata perché acquistata 7 anni dopo il pignoramento. Fatti questi che alla lunga, hanno inciso sullo stato di salute del marito Pietro Gatti, deceduto lo scorso 15 marzo all’età di 72 anni, proprio il giorno fissato per lo sgombero; questo almeno si presume visto che la certezza nessuno può darla. In questo scenario l’altra mattina si è presentato a casa della signora Laterza, assistita dall'avv. Anna Maria Caramia, l’ufficiale giudiziario per rendere esecutiva la decisione del Tribunale di Taranto. Senza pensarci su due volte la padrona di casa è salita sul tetto di casa, ubicata in campagna contrada Pizzuti, minacciando di farla finita nel caso si fosse proceduto allo sfratto. Non sono mancati momenti di tensione placati grazie all’intervento dei Carabinieri che hanno convinto la signora a desistere nel mettere in atto il folle gesto. Non prima di aver ottenuto lo slittamento dello sfratto in atto mediante contestuale revisione della decisione adottata dal tribunale. Tutto è bene quel che finisce bene? Macchè. Bisognerà aspettare ancora un po di tempo per dirlo anche se la storia della signora Anna Laterza, si può considerare incanalata nel limbo dell’incertezza. Lei comunque non demorde è fermamente intenzionata a difendere il suo bene, anche enormemente sottostimato, come valore complessivo, dalla banca.
Antonio Notarnicola