Le Olimpiadi del Mediterraneo saranno sicuramente una grande occasione  per la città di Taranto e per molti comuni della provincia: ma non per Palagiano! 

 

Dieci Comuni in provincia, oltre Taranto, ospiteranno le gare e negli impianti di alcuni di essi si svolgeranno anche le discipline paraolimpiche;  negli impianti di  altri sette comuni, poi, i 4.000 atleti partecipanti potranno allenarsi. Ma a Palagiano no! E come sarebbe stato possibile!  E dove sarebbe stato possibile! Forse l’unica possibilità avrebbe potuto essere costituita dal “Palazzetto dello sport”, ma quella struttura, il cui avvio dei lavori risale al 1983, è ancora incompiuta e abbandonata al degrado da lungo tempo, nonostante tutte le amministrazioni che si sono succedute ne abbiano fatto oggetto di grande propaganda, a cominciare dalla famosa picconata del sindaco Ressa per la riapertura del cantiere ai proclami dell’attuale sindaco Lasigna, passando per l’inconcludenza dell’amministrazione Tarasco, per stare soltanto agli ultimi 15 anni. 

 

Ovviamente, come sempre accade, ognuno  addurrà le proprie motivazioni e saprà indicare presunte responsabilità e ritardi di altri e/o la mancanza di risorse. La verità è che, a fronte del tanto, troppo, tempo trascorso, nessuna “motivazione” può essere più ritenuta accettabile e non restano che le gravi responsabilità.  E, intanto,  Palagiano a perso un’altra buona occasione!

 

Ora, vogliamo augurarci che almeno questa occasione persa possa costituire forte impulso per l’amministrazione in carica per accelerare le procedure, adottare tutti i provvedimenti necessari per cantierizzare in tempi strettissimi il completamento della struttura.  E chissà che non si riesca ad approfittare ….. dei tempi supplementari.

 

Un’ultima annotazione a margine, ma non troppo. Se la situazione delle strutture sportive a Palagiano è così grave e deficitaria è anche conseguenza della colpevole mancata adozione della strumentazione urbanistica generale (PRG prima e PUG dopo), prescritta come obbligo dalla normativa nazionale e regionale  dal 1980. Nell’ambito di tali strumenti urbanistici, infatti, si sarebbero dovute  individuare le aree per il recupero degli standards e, tra questi, anche quelle per l’impiantistica sportiva.

 

           Preneste Anzolin