Lo scoppio della II Guerra Mondiale fu annunziato dalla radio nazionale e trasmesso alla nostra cittadinanza dalle pochissime radio esistenti nel nostro paese. La più comune era quella della sezione del “Dopolavoro”, in via Roma, dalla parte dell’attuale bar Laterza, i cui locali, allora, erano adibiti a taverna.

I Palagianesi, dediti al lavoro, laboriosi per vocazione, poco propensi ad entusiasmarsi di fronte al nuovo, non diedero importanza all’evento, nonostante la propaganda fascista avesse cercato di entusiasmare le folle, cercandone il consenso.Più che consenso, ci fu, da parte della nostra popolazione, come sempre, quell’accettazione supina che si ha di fronte al corso degli eventi, contro o a favore dei quali, si è impotenti ad agire.Allo scoppio della guerra, a Palagiano, il feudatario teneva ancora i suoi 1500 ettari e passa di terra a cui non aveva apportato alcuna miglioria, mentre gli agrari, pur apportando ai loro appezzamenti modeste trasformazioni colturali, avevano trovato interesse alla coltivazione del tabacco protetto dal Monopolio di Stato che fruttava bene, oltre alle colture cerealicole tradizionali.Il lavoro, nonostante alcuni tentativi del Regime di disciplinare l’orario, era condotto ancora come prima; le otto ore venivano abbondantemente superate, sia nel lavoro agricolo, sia in quello artigianale.

 Fonte: Memoria storica del nostro ‘900, di Michele Orsini