Venne divulgato la sera dell’8 settembre 1943. Fu accolto da tutti, nel nostro paese, con immensa gioia; le persone si abbracciavano e piangevano di gioia. Nelle sere successive, si accesero le luci nelle vie e i ragazzi ritornarono a giocare.

I soldati del contingente italiano, le poche camionette e i carri che si vedevano passare giornalmente, a poco a poco, non si videro più; nessuno poteva pensare a quello che sarebbe ancora successo.Il campo tedesco di via Carella, già abbandonato, dalla sera dell’Armistizio, la mattina successiva, fu occupato dai ragazzi, in cerca di qualcosa da prendere; non trovarono nulla di importante, furono presi comunque taniche vuote di benzina e contenitori vuoti di mine; perché tutto serviva.La stessa sera dell’8 settembre, i soldati tedeschi provenienti da Taranto, con vari mezzi militari: camion, camionette, autoblindo, carri armati e motociclette col sidecar, in fuga, passarono da Palagiano, per il corso principale, diretti verso Nord, dove ci sarebbe stato lo sbarco degli Alleati a Salerno.Una parte della loro retroguardia, mille uomini, si attestò nei pressi del ponte della gravina di Castellaneta, passaggio obbligato, per rallentare l’avanzata degli Alleati e, in altri punti strategici del paese e della collina.Altri si diressero verso Gioia del Colle, Spinazzola, Gravina, Andria e Bari.La mattina del 9 settembre, arrivarono i primi Inglesi a Palagiano; si fermarono sui fianchi del viale Chiatona e di via Stazione, occuparono l’edificio scolastico dove posero il loro comando.Nei giorni successivi giunsero altre truppe inglesi, il contingente più numeroso era quello canadese che occupò l’area dove ora sorge l’AGIP; superato il primo impatto, i ragazzi iniziarono ad avvicinarsi ai loro campi in cerca di cibo.Un gruppo di Inglesi si accampò nei pressi della Chiesa dell’Annunziata, dove oggi sorgono le Opere Parrocchiali e sul fianco sinistro della strada per Palagianello, dove c’erano olivi secolari.Sul campanile della Chiesa dell’Annunziata fu collocato un soldato di vedetta, essendo il punto più alto del paese. Scavarono giacigli per passare la notte, disponendo zanzariere sullo scavo; piazzarono alcuni soldati con i fucili mitragliatori lungo le cunette; altri utilizzarono le trincee dei nostri soldati, mentre alcune squadre si spinsero verso Castellaneta, dove c’erano i Tedeschi che bloccavano la loro avanzata. Altri soldati inglesi si piazzarono lungo i viali Stazione e Chiatòna.I ragazzi furono i primi a correre presso i campi e a stabilire i primi contatti con i soldati che offrivano sigarette e cioccolate.I soldati inglesi sostarono alcuni giorni nei posti dove si erano accampati, mentre si tentava di rimuovere la retroguardia tedesca che bloccava la strada verso Castellaneta.Il I ottobre 1943 iniziò l’anno scolastico, l’edificio era stato occupato dagli Inglesi già dall’8 settembre e fu consentito alle autorità scolastiche, solo l’uso delle aule del primo piano, essendo il piano terra, il cortile e la palestra, interamente occupati da loro.Occuparono quelle aule, solo per pochi giorni, le classi femminili mentre, le prime maschili e le altre classi, occuparono le aule dell’asilo d’infanzia al castello. Alcune classi frequentarono all’aperto, sotto gli olivi, quasi di fronte alla scuola, in attesa di altre sistemazioni.Nel frattempo, nella primavera del 1944 giunse nella nostra zona, al seguito delle truppe alleate concentrate nei pressi dell’Abbazia di Montecassino, l’Armata polacca. L’edificio scolastico fu interamente requisito da questi e adibito a ospedale militare.Si dovette riaprire la vecchia scuola e utilizzare i locali che erano stati occupati dal disciolto Partito Fascista.

 Fonte: Memoria storica del nostro ‘900, di Michele Orsini