Con gli Inglesi giunsero a Taranto anche i loro Alleati: Neozelandesi, Canadesi, Indiani, Marocchini e, in ultimo i Polacchi. A Palagiano sostarono per prima gli Inglesi, poi i Canadesi, per poco tempo e si spinsero presto, verso il centro dell’Italia, man mano che la resistenza tedesca arretrava. Si concentrarono intorno a Montecassino dove si erano attestati i Tedeschi, per espugnarla.

L’Armata polacca che affiancava le altre anglo - americane, e che ebbe la sua importanza nella presa dell’Abbazia di Montecassino, ebbe le sue lontane retrovie tra Massafra, Palagiano, Palagianello, Mottola e S. Basilio.La stazione ferroviaria Mottola Palagiano, in particolare, fu luogo di smistamento dei feriti provenienti dal fronte, i più leggeri venivano curati nell’ospedale di Palagiano, mentre i più gravi venivano avviati all’ospedale di Acquaviva delle Fonti.Ufficiali e sottufficiali polacchi, maschi e donne furono alloggiati presso le famiglie palagianesi; alcuni locali con affaccio su piazza Vittorio Veneto, furono adibiti a mensa per gli ufficiali.La truppa si accampò nei pressi di Chiatòna e nella periferia di Palagiano, dove oggi sorgono i rioni: Misciagna, Boccardi, Bachelet, Parisi e lungo il Viale Stazione fin nei pressi del Santuario della Madonna del Carmelo.A Mottola, i soldati di truppa si stanziarono, dal bivio della strada del Santuario della Madonna del Carmine, fino alla chiesa omonima; altri, nei pressi della Masseria Scarano, fino al serbatoio dell’Acquedotto Pugliese, nei pressi della stazione ferroviaria di Palagiano; altri nella frazione di S. Basilio, dove attualmente è ubicata la cantina sociale. A differenza delle precedenti truppe di passaggio, i Polacchi sostarono nel nostro Comune dall’Armistizio del 1943 fino al 1946, quando la loro Armata fu sciolta. Per le nostre popolazioni affamate e prive di tutto, la permanenza delle truppe polacche fu una vera manna caduta dal cielo.Presso i vari accampamenti intorno al paese, molti ragazzi e ragazze si recavano a lavorare come operai, camerieri, baristi, macellai ecc. I magazzini delle truppe polacche, di stanza in Palagiano, erano colmi di generi alimentari, mentre quelli posti alle pendici di Mottola, nei pressi del Santuario della Madonna del Carmelo erano pieni di biancheria, coperte, vestiario e scarpe; una vera tentazione per escogitare qualsiasi mezzo per venirne in possesso. Gli operai palagianesi che vi lavoravano, con la compiacenza dei sorveglianti polacchi, riuscivano a portare a casa: pane, latte in scatola, marmellata e perfino lo zucchero e il caffè tanto desiderati!I magazzini vestiario erano meglio sorvegliati, non dai Polacchi ma dagli Irlandesi che non risparmiavano raffiche di mitra a chi si avvicinava, specialmente nelle ore buie. Con questi si riusciva ad avere qualcosa barattando o penetrando furtivamente nelle tende adibite a magazzino, eludendo la sorveglianza delle sentinelle, quando era possibile.Chi aveva militari polacchi in casa, poteva comprare tramite loro, a buon prezzo: stecche di cioccolata, di sigarette, pacchi di zucchero, caffè, cacao, farina e pane; non tutti però si prestavano a questo genere di mercato.Le ragazze e i ragazzi palagianesi che lavoravano nelle cucine dell’accampamento, riuscivano a portare fuori dal campo, la sera: pane, latte in polvere, scatolette di carne e di legumi, burro e margarina che vendevano nelle loro case; l’arte dell’arrangiarsi consona a noi Italiani, fu messa in atto, per la sopravvivenza, da piccoli e da grandi.Si ritornò a vivere almeno con qualche pezzo di pane in più, ma non finirono le paure.I soldati stranieri, spesso si ubriacavano, alcuni andavano in escandescenze, diventavano violenti, volevano entrare nelle case, specialmente dove c’erano le ragazze e ci si barricava in casa, già dal tramonto, con le porte ben chiuse rinforzate con barre di acciaio. Si verificarono atti di violenza soprattutto presso i bar, le cantine e le pasticcerie. La sorveglianza da parte della loro polizia militare, era severa, quando venivano individuati, erano puniti severamente.Nelle città la situazione era grave.A Taranto, dove erano arrivate truppe di ogni razza, i vincitori occuparono tutto ciò che serviva, dagli alberghi, alle scuole e alle abitazioni; furono requisite con la forza anche le case degli sfollati che erano nei nostri paesi che non avevano avuto il tempo di rientrare.

 Fonte: Memoria storica del nostro ‘900, di Michele Orsini