Mi sono concessa qualche ora prima di esprimere qualche mia riflessione sul voto. Il fronte democratico-progressista ha perso di fronte alle destre sovraniste, ha perso il Partito Democratico.

Mi preoccupano i programmi con cui le destre si sono presentare all’elettorato, flat tax, cioè tassa uguale per ricchi, meno ricchi e poveri, nucleare, campi libici, abolizione delle misure per chi è nel disagio economico e non riesce a trovare un lavoro, ma la democrazia va sempre rispettata. Mi preoccupa in modo particolare quale sarà la posizione del nuovo governo di destra sulla questione Ilva e se si procederà col progetto di decarbonizzazione. Speriamo di non dover tornare ai decreti salvaIlva anziché salva persone dell’epoca Renzi-Calenda.

Degli errori sono stati commessi. Ho detto fin dall’inizio che sarebbe stato necessario unire tutto il fronte progressista, che si ritrova in valori fondamentali, quali lavoro e giustizia sociale,si è sbagliato a chiudere a Conte sin dall’inizio, ma ora ogni discorso di collaborazione per il Bene Comune va ripreso. Questa situazione, purtroppo, ha gravemente compromesso la situazione anche in Sicilia. Che Enrico Letta, però, non diventi il capro espiatorio di una situazione ereditata, purtroppo creata da anni, che ha cercato di portare avanti nel miglior modo possibile per portare in porto il progetto di società che avrebbe visto protagonisti le persone, l’ambiente, la giustizia e l’equità sociale i diritti. Certe posizioni sono comunque frutto di collegialità, non sono certo prese da una sola persona. Il Segretario del Partito Democratico, a differenza di altri, ha reagito con grande onestà, correttezza ed eleganza, facendo un passo indietro. Enrico Letta, che col suo Partito Democratico è uscito vincitore dalle ultime amministrative, ha avuto la capacità di riportare nella Politica serietà e competenza e di tornare a parlare con la gente, valori non certo semplici da comprendere di fronte ad una politica che parla alla pancia delle persone e fa spettacolo, ma ce ne accorgeremo.

La Meloni ha vinto ma non ha stravinto, come tanta esaltazione era lasciando credere, ha preso il 26% circa, non il 50%. È preoccupante resta l’altissima percentuale di astensionismo.

Nel successo dei 5Stelle ed in particolare di Giuseppe Conte bisogna, invece, leggere la capacità di saper parlare direttamente alla gente, intercettandone la fiducia, la vicinanza alle persone ed ai loro problemi. Allora occorre che i Politici tornino realmente tra le persone e ad occuparsi di loro, assumendone pienamente la rappresentanza e facendo cadere steccati e muri di distanza rispetto alla gente comune.

Oggi sarà necessario fare una costruttiva ma dura opposizione per evitare che ci siano tentativi di deflagrazione della democrazia e dei diritti ed azzardate e pericolose manovre per cambiare la Costituzione che blinda la nostra democrazia.

Oggi è stato il momento della riflessione, ma da domani rimbocchiamoci le maniche e, pancia a terra, ricominciamo a lavorare per il progetto democratico di società in cui crediamo.

Maria Grazia Mellone