L’abate storiografo Giovanni Battista Pacichelli nacque a Roma nel 1634, da genitori pistoiesi. Si laureò giovanissimo in telogia, e poi in diritto. Nominato Protonotario Apostolico, nel 1672 venne destinato da Clemente X alla conferenza di pace di Colonia per far terminare le guerre in Germania. Dopo anni di viaggio, tornò a Roma nel 1677, dove fu ben accolto da Innocenzo XI e fu chiamato dalla Corte di Parma come consigliere del Duca Ranuccio II Farnese. Mandato da questi nel Regno di Napoli, vi rimase per quindici anni. Girando per il regno condusse studi di storiografia e di costumi. Tornato a Roma, morì nel 1695. Nel 1703 fu pubblicata postuma, a Napoli, la sua opera principale: “Il Regno di Napoli in prospettiva”. L’opera si articola su 3 volumi, per 918 pagine corredate da 157 tavole. Il lavoro di Pacichelli offre una storia politico-militare, religiosa, urbanistica, economica ed artistica di 148 città con i territori, nelle 12 provincie costituenti l'allora Regno di Napoli. Ad un'esposizione generale con i nomi delle personalità  titolate, segue un lungo paragrafo sulla capitale. Quindi, di ciascun nucleo urbano, rappresentato in un'incisione, sono narrate le origini e gli attuali interessi economici, le vicende storiche attraverso i personaggi in ogni campo, la topografia e i monumenti, le opere letterarie e le reliquie dei propri santi protettori.

Quella che a noi interessa è la tavola raffigurante la città di Motula. L’immagine presenta uno scorcio del Golfo di Taranto. In primo piano, la Città di Mottola, con i suoi edifici più importanti, contrassegnati da un numero e elencati nella didascalia sottostante. Il Duomo, il Palazzo del Vescovo (Mottola fu sede di Diocesi fino al 1818), Il Palazzo Baronale, la torre dell’Orologio, la chiesa-convento di San Francesco, la Fontana della Città e l’Osteria. Gli ultimi tre numeri indicano tre Città raffigurate sullo sfondo, da sinistra verso destra, Paligiano, Paligianelli e Castellaneta.

Nel volume c’è anche una tavola raffigurante Castellaneta. Le incisioni sono realizzate con la tecnica dell'acquaforte.

Rocco Emanuele Valente