Quattro gli appuntamenti della seconda rassegna Liber-A durante la quale, il Presidio Libera Palagiano “Giovanbattista Tedesco” presenterà quattro libri per raccontare storie di mafia e antimafia, di corruzione ed anticorruzione.

Quattro spunti per riflettere sul ruolo che ciascuno di noi ha o potrebbe avere nella società.
Raccontare per conoscere, conoscere per scegliere da che parte stare.

Il primo appuntamento parte il 18 luglio, alle 19.30, presso Via Murat Art Container, via Murat, con la presentazione del libro “La Bestia” di Carlo Palermo ex Magistrato scampato alla strage di Pizzolungo quando, un’autobomba esplode togliendo la vita a Giuseppe e Salvatore Asta e alla loro mamma Barbara Rizzo che, con la loro utilitaria, fanno da scudo alla macchina del Magistrato. Quarant’anni di storia partendo dalle prime indagini di giudice a Trento. L’ex giudice Carlo Palermo torna a parlare dei grandi traffici di armi che dagli anni 80 hanno segnato la storia del nostro Paese, rimanendo impuniti fino ai nostri giorni.

Il secondo appuntamento, il 9 settembre, sarà occasione per riflettere su corruzione e anticorruzione con il libro “Corruzione: attori e Trame” di Rocco D'Ambrosio, docente universitario e Francesco Giannella, Procuratore . Un’analisi che evidenzia le cause e i possibili rimedi a uno dei mali maggiori del nostro Paese. Un testo che affronta la corruzione legata a realtà pervase da questo fenomeno, in cui, pur in presenza di leggi ispirate a principi sani, i rapporti politici, sociali e istituzionali si fondano quasi esclusivamente sull’accantonamento del bene comune in favore di quello personale, o meglio sull’uso strumentale del potere pubblico al fine di ottenere o scambiare vantaggi personali.

“Tutto torna” il titolo del terzo libro di Leonardo Palmisano che sarà presentato il prossimo 28 ottobre. Il primo romanzo del giornalista che, partendo da una storia realmente accaduta nel 1991: una bambina uccisa barbaramente dalla Scu, descrive una situazione quanto più vicina alla realtà criminale pugliese coi suoi rapporti con la ‘ndrangheta e la camorra, fatta di equilibri precari in seno alla struttura sovraordinata della “Commissione” della Sacra Corona Unita, tra delinquenti comuni, poliziotti ambiziosi e corrotti e una giovane procuratrice.

La rassegna si conclude il 24 ottobre prossimo con “Un morto ogni tanto” di Paolo Borrometi, giornalista. «Ogni tanto un murticeddu, vedi che serve! Per dare una calmata a tutti!» Nelle intercettazioni l’ordine è chiaro: Cosa Nostra chiede di uccidere il giornalista che indaga sui suoi affari. Ma questo non ferma Paolo Borrometi, che denuncia ormai da anni gli intrecci tra mafia e politica e gli affari sporchi che fioriscono all’ombra di quelli legali. Dallo sfruttamento e dalla violenza che si nascondono dietro la filiera del pomodorino Pachino Igp alla compravendita di voti, dal traffico di armi e droga alle guerre tra i clan per il controllo del territorio. Le inchieste raccontate in questo libro compongono il quadro chiaro e allarmante di una mafia sempre sottovalutata, quella della Sicilia sud orientale.