Sono stati resi noti i dati del monitoraggio dei mari in Puglia; da essi si rileva che il prelievo effettuato in località Pino di Lenne di Palagiano nei pressi della foce del Fiume Lenne è risultato “inquinato”.

Ricordiamo, preliminarmente, che la campagna di Goletta Verde, che da ormai molti anni solca le acque dei mari italiani, ha lo scopo di monitorare lo stato di salute delle acque, denunciare illegalità ambientali, abusivismo edilizio e trivellazioni di petrolio, ma anche di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di salvaguardare l’ecosistema e le sue bellezze, affermando il ruolo centrale del Mediterraneo nelle politiche di accoglienza, solidarietà e integrazione.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come "inquinati" i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e "fortemente inquinati" quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

I prelievi sono stati eseguiti dalla squadra di tecnici tra il 22 e il 25 giugno scorso e si tratta, ovviamente, di indagini “puntuali”, cioè fatti in un solo punto, in un determinato giorno.

Questi risultati impongono, però, un monitoraggio continuo sullo stato delle acque del fiume e della spiaggia, peraltro in questo periodo frequentata da molti bagnanti. Senza voler creare inutili allarmismi, chiediamo perciò a tutte le Autorità competenti (Comuni, ARPA – Puglia, ASL in primis) di voler disporre  le necessarie verifiche dello stato di salute delle acque, nonché severi e scrupolosi controlli sul territorio. 

Ricordiamo, peraltro, che il bacino idrografico del Fiume Lenne interessa principalmente 3 Comuni (Palagiano, Mottola e Palagianello) e che nel Fiume Lenne confluiscono, oltre che il portato del sistema di gravine e lame relativo, anche numerosi canali.  PROPRIO PER QUESTO SI IMPONGONO CONTROLLI SERRATI NON SOLO SULLE ACQUE DI USCITA DEI DEPURATORI, MA ANCHE SUGLI EVENTUALI SCARICHI ILLECITI LUNGO TUTTO IL CORSO DEL FIUME E DEI CANALI CHE IN ESSO SFOCIANO. Senza sottovalutare (in passato si è già verificato) eventuali scarichi abusivi di autospurgo, nonchè eventuali pozzi neri non a norma nelle zone adiacenti al fiume ed ai canali.

Il Circolo Legambiente - Preneste Anzolin