Ripristinare gli Sprar per tutti i richiedenti asilo. Venerdì mattina il circolo Arci Svegliarci, ente gestore del progetto Siproimi del Comune di Palagiano, è stato a Taranto, insieme ad altri enti che si occupano di accoglienza migranti, dinanzi alla Prefettura per manifestare la propria preoccupazione per la sorte dei richiedenti asilo e titolari di protezione umanitaria: questi, per effetto del primo decreto sicurezza di Salvini, dovrebbero lasciare i centri di accoglienza ex Sprar entro il 31 dicembre con la possibilità concreta di rimanere per strada.

Una manifestazione di protesta pacifica, per chiedere la cancellazione delle Leggi Salvini ed il ritorno al Sistema Sprar, garantendo così un'accoglienza dignitosa a tutti i richiedenti asilo e ai rifugiati presenti nel territorio. Nei giorni scorsi, due circolari del Viminale hanno fatto piombare nell'incertezza migliaia di titolari di protezione umanitaria e richiedenti asilo attualmente ospiti nei progetti Siproimi (ex Sprar), mettendo in discussione la loro permanenza all'interno dei progetti che si apprestano a concludere l'ultimo triennio proprio il prossimo 31 dicembre.

Il provvedimento, contenuto nella legge 132/2018, il famoso decreto Salvini convertito in legge, attualmente vigente, determina, quindi, l'uscita dai centri di nuclei familiari e donne sole con minori, consegnandole alla strada, interrompendo i percorsi di inclusione in atto. “Ciò – spiega Angela Surico, presidente dello Svegliarci Palagiano e coordinatrice del Siproimi Palagiano – ha già prodotto un grave aumento della condizione di irregolarità sul territorio, fallendo quindi l'obiettivo che dovrebbe proporsi un testo denominato decreto sicurezza”.

E la Surico continua: “Benché il Governo in queste ore abbia individuato una soluzione tampone che dovrebbe scongiurare il pericolo che questa gente si ritrovi per strada da un giorno all’altro rimangono tante perplessità circa l’interruzione dei loro percorsi di integrazione in atto che sempre per effetto del decreto sicurezza saranno comunque sospesi. La preoccupazione rimane inoltre anche per coloro che sono accolti nei Cas e che hanno avuto il riconoscimento di una forma di protezione: sempre al 31 dicembre dovranno lasciare l’accoglienza anche senza un inserimento lavorativo e abitativo”.

Pertanto, “chiediamo a questo Governo di rendere più forti ed evidenti gli elementi di discontinuità con il governo precedente abolendo il decreto sicurezza e ripristinando gli Sprar che sono esempi virtuosi di attuazione di percorsi di inclusione sociale ed economica dei migranti attraverso un lavoro di pregio che coinvolge tutta la comunità in cui operano”.